Welfare Italia Index 2026, Marrese: «Basilicata ultima, serve una svolta nelle politiche sociali»

21 Ott 2026 | PD Basilicata

La classifica del Welfare Italia Index 2026 consegna alla Basilicata un dato che non può essere ignorato: la nostra regione si colloca all’ultimo posto in Italia.

È un risultato che impone una riflessione seria sulle politiche sociali, sull’efficacia degli interventi pubblici e sulla capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni reali delle persone e delle famiglie.

Di fronte a una filiera del welfare che vale centinaia di miliardi di euro e a una spesa pubblica complessiva in costante crescita, dobbiamo chiederci perché queste risorse non si traducano in condizioni di benessere adeguate per tutti i territori.

La questione non è soltanto quanto si spende, ma come si investe, con quali priorità e con quali risultati concreti per i cittadini.

In Basilicata, il quadro è reso ancora più preoccupante dal calo delle nascite, dall’invecchiamento della popolazione, dallo spopolamento delle aree interne e dalle difficoltà di accesso ai servizi essenziali.

Anziani, persone con disabilità, famiglie in condizioni di fragilità, giovani e caregiver hanno bisogno di risposte concrete, continuative e accessibili, non di interventi frammentari o misure occasionali.

È necessario ripensare radicalmente il sistema regionale di protezione sociale, rafforzando l’integrazione tra sanità territoriale, servizi sociali, Comuni e Terzo settore.

Occorre investire nella non autosufficienza, sostenere le famiglie, valorizzare il lavoro di cura, contrastare la povertà e garantire servizi omogenei in tutto il territorio regionale, con particolare attenzione ai piccoli Comuni e alle aree più fragili.

La Regione deve assumersi fino in fondo la responsabilità di programmare interventi strutturali, destinare risorse adeguate e verificare i risultati raggiunti.

Il welfare non può essere considerato una voce da comprimere nei bilanci, ma un investimento strategico sulla qualità della vita, sulla coesione sociale e sul futuro della Basilicata.

Essere ultimi non deve diventare una condizione rassegnata.

Deve rappresentare un punto di partenza per cambiare rotta, superare le disuguaglianze e costruire una regione in cui nessuno venga lasciato indietro.

La dignità delle persone e il diritto a servizi sociali adeguati devono tornare al centro dell’agenda politica regionale.

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