Il capogruppo del Pd: mentre si rischia la paralisi, in Basilicata si moltiplicano i set cinematografici. Servono soluzioni, non comunicazione. Il Governo nazionale intervenga, la Regione faccia la sua parte. Si ragioni su una sorta di accisa mobile per i lucani alimentata da una quota dell’IRES pagata dalle compagnie petrolifere
“Sono i giorni della Festa del Cinema di Roma e anche in Basilicata si allestiscono set cinematografici. Il problema è il caos negli approvvigionamenti e il caro carburanti, che stanno mettendo in ginocchio agricoltori, autotrasportatori, imprese e cittadini. Eppure si continua ad alimentare più gli algoritmi dei social che i trattori degli agricoltori e le auto dei lucani. Si producono video e dichiarazioni, ma non si danno soluzioni concrete”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che prosegue: “Ieri la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, ha posto con forza il tema del blocco del Sud, denunciando una situazione che rischia di paralizzare interi territori, mentre il Governo Meloni spinge sull’autonomia differenziata. È un problema nazionale che richiede interventi immediati per garantire gli approvvigionamenti, contenere i prezzi e sostenere imprese e famiglie. Il Governo deve assumersi le proprie responsabilità. Ma anche la Regione Basilicata deve fare la propria parte, mettendo in campo le risorse disponibili, a partire dalle urgenze di agricoltori e autotrasportatori”.
“Da settimane – sottolinea Lacorazza – assistiamo a video, controvideo, lettere, richieste di incontri e annunci. Si alimenta la comunicazione, ma mancano decisioni su risorse e tempi; si produce la cronaca, non la soluzione. Per questo torno su proposte concrete che abbiamo avanzato da tempo sul rapporto tra estrazioni petrolifere, entrate dello Stato e risorse da restituire alla Basilicata. Avevo proposto una sorta di accisa mobile per i lucani, alimentata da una quota dell’IRES pagata dalle compagnie petrolifere, individuando modalità di restituzione diretta o indiretta, compatibili con la normativa nazionale ed europea, di una parte delle maggiori entrate connesse al settore petrolifero. La Basilicata contribuisce in misura rilevante alla produzione nazionale di idrocarburi, eppure subisce le conseguenze del caro carburanti senza poter utilizzare fino in fondo questa sua condizione per sostenere cittadini e imprese. C’è la partita dell’IRES. Lo Stato incassa l’imposta sui redditi delle società petrolifere che estraggono in Basilicata e, allo stesso tempo, partecipa al capitale di Eni attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e Cassa Depositi e Prestiti. Non partiamo da zero. Con lo Sblocca Italia del 2014, attraverso una norma introdotta durante la conversione parlamentare anche grazie all’iniziativa dei parlamentari del centrosinistra, si stabilì il principio della destinazione ai territori interessati dalle estrazioni di una quota delle maggiori entrate fiscali derivanti dalle attività petrolifere. Un principio da riprendere e aggiornare per renderlo utile alla Basilicata”.
“Il decreto del Governo Meloni sulle infrastrutture e sulle attività energetiche strategiche, definito anche ‘sblocca trivelle’, è all’esame del Parlamento per la conversione in legge. È questa – sottolinea Lacorazza – la sede nella quale battere i pugni, valutando una proposta che consenta alla Basilicata di beneficiare di una quota del gettito IRES generato dalle attività estrattive sul proprio territorio. Serve un impegno del Governo nazionale, dei parlamentari lucani e della Giunta regionale. Le risorse devono servire ad affrontare l’emergenza, ma anche a costruire una prospettiva di sviluppo, sostenendo le attività produttive, migliorando servizi, infrastrutture e mobilità e accompagnando la transizione energetica. Non possiamo continuare a utilizzare le compensazioni petrolifere e le altre entrate per rispondere alle contingenze, mentre si accumulano ritardi strutturali”.
“Insomma – conclude Lacorazza – meno chiacchiere, video e set cinematografici. Si cominci dalle misure immediate, poi si apra il confronto sull’accisa mobile per la Basilicata e sull’IRES. Basta con i ciak, si passi ai fatti. I trattori oggi sono davanti alla Regione e le auto in coda alle pompe dei carburanti. Questo non è un film, ma la vita di agricoltori e cittadini che affrontano difficoltà sempre più pesanti e giustamente protestano”.
Carburanti, Lacorazza: i video utili per gli algoritmi, non per i trattori
