Carburante e imprese, Lacorazza: a Foti su quota IRES e regime di aiuti

20 Ott 2026 | PD Basilicata

Il capogruppo del Pd: riconoscere alla Basilicata una quota dell’IRES pagata dalle compagnie petrolifere, da utilizzare nell’immediato e per investimenti infrastrutturali. Servono risposte anche sullo sfavorevole regime di aiuti alle nostre imprese.
“Oggi il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, è in Basilicata. E sulla coesione la domanda che si pone al ministro è se ritiene che vi sia un punto di equilibrio tra ciò che la Basilicata dà al Paese in termini energetici e ciò che riceve, visto il gap infrastrutturale e la beffa di un alto costo del carburante”.
Lo dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che prosegue, “Non ci iscriviamo al club di chi pensa di ridurre la complessità a uno slogan o a un video sui social, ma chiediamo al ministro cosa pensa della possibilità di dare alla Basilicata una quota dell’IRES pagata dalle compagnie petrolifere anche per l’attività estrattiva in Basilicata. La questione è semplice, c’è l’articolo 36, comma 1, del decreto ‘Sblocca Italia’ del 2014 che va adattato, riprendendo il principio di destinare ai territori una quota delle maggiori entrate fiscali derivanti dalle attività estrattive e riconoscendo alla Basilicata una quota dell’IRES anche sulle estrazioni esistenti. L’IRES è pagata allo Stato anche da Eni, nella quale la partecipazione statale, attraverso Cassa Depositi e Prestiti, è rilevante. Questa quota di IRES potrebbe essere utilizzata nell’immediato, ma anche come volano finanziario per investimenti infrastrutturali, visto che ANAS e Ferrovie dello Stato possono rispondere a una regia pubblica”.
“Infine – conclude Lacorazza – ci aspettiamo dal ministro Foti una qualche risposta sullo sfavorevole regime di aiuti che vivono e soffrono le nostre imprese, soprattutto in un momento di difficoltà come quello che attività produttive e famiglie stanno vivendo e rispetto al quale le proteste esprimono legittime preoccupazioni”.

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