La lettera del Capogruppo del PD Roberto Cifarelli al Quotidiano del Sud

27 Feb 2022 | News, PD Basilicata, PD in Regione

Alla c.a. del Direttore
de Il Quotidiano del Sud

 

Gentile Direttore,

ringrazio “Il Quotidiano” per la particolare attenzione con cui ha seguito i lavori del Consiglio regionale di martedì scorso.
La seduta straordinaria del Consiglio regionale, richiesta a gran voce dalle forze di minoranza, ha riguardato la più strategica di tutte le questioni che interessano la Basilicata: la questione energetica.
Il Presidente Bardi era, come purtroppo ci ha abituati spesso in questi tre anni, clamorosamente assente.
Un’assenza che dal mio punto di vista segna uno spartiacque politico fondamentale.
Mentre in Basilicata molte imprese decidono di fermare la propria attività per il caro bollette, mentre le famiglie lucane si trovano di fronte all’impossibilità di arrivare a fine mese, mentre sono in corso le prime proteste come quella messa in campo dai camionisti, il Presidente Bardi non partecipa alla riunione del Consiglio regionale dove l’ordine del giorno prevedeva la discussione sulle misure da adottare dalla Basilicata contro il caro bollette.
La nostra iniziativa muoveva dal fatto che la Regione Basilicata è proprietaria di parte del gas estratto dai giacimenti presenti sulla nostra terra e, partendo da questa consapevolezza, come fare in modo che tale ricchezza endogena potesse essere messa a disposizione di famiglie e imprese lucane.
L’assenza del Presidente Bardi sancisce l’abbandono a se stessa della Basilicata.
Insieme a lui brillava per la latitanza politica buona parte della giunta a conferma dello stato comatoso in cui versa la maggioranza di governo regionale. Bardi ha dimostrato in questi tre anni di non avere grande considerazione del Consiglio regionale e l’ennesima noncuranza delle questioni che riguardano i Lucani purtroppo induce tutti noi a mettere in discussione quel rispetto istituzionale che pure è importante nella dinamica tra maggioranza e minoranza politica. Il rispetto però, deve essere reciproco.
L’argomento trattato in Consiglio era di stretta attualità in quanto riguardava le misure di sostegno a tutela dei consumatori e delle piccole e medie imprese per fronteggiare il caro-bollette. L’aumento esponenziale del costo dell’energia, insieme alla ripresa dell’inflazione, si sta rivelando una vera e propria emergenza sociale ed economica che tocca i redditi delle famiglie e la stabilità del sistema imprenditoriale. Non solo lucano.
Per un particolare incastro della storia il nostro Paese sta vivendo una fase in cui si intrecciano almeno tre questioni: la vigenza su tutto il territorio nazionale dei cosiddetti bonus edilizi introdotti dal decreto Rilancio relativi all’efficientamento energetico e strutturale degli edifici; l’approvazione da parte del Governo nazionale del Piano della Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee, che individua le aree in cui è consentito lo svolgimento delle attività petrolifere, di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale; e, appunto, la crescita significativa dei costi energetici.

Partiamo dal tema degli ecosisma bonus. La fruibilità degli ecosismabonus edilizi in Basilicata si sta trasformando da straordinaria opportunità di crescita economica ed occupazionale, e in parte lo sta diventando anche in Basilicata, a zavorra legislativa da gestire.
In Basilicata, infatti, le imprese e i professionisti sono alle prese con le lungaggini della burocrazia regionale, che a causa della lentezza delle procedure rendono difficilmente applicabile il cosiddetto sisma bonus. Qui non c’è da fare colpa a qualcuno, c’è soltanto da ripiegarsi per capire come si può ridurre il tempo per le imprese e per i cittadini.
I ritardi non sono imputabili agli uffici, ma forse alla scarsa consapevolezza di come questo strumento non è una mera misura di sostegno, ma, se valorizzato, una vera e propria opportunità per la riqualificazione dei nostri borghi e per il rilancio di un settore, l’edilizia, che può essere trainante per la ripresa dopo due anni di pesante crisi economica causata dal Covid.
Al momento della introduzione della misura, ci rivolgemmo al Presidente Bardi proponendogli di rendere parte attiva le compagnie petrolifere presenti sul territorio lucano nella maggiore fruibilità dei bonus, in quanto le stesse compagnie avrebbero potuto mettere a disposizione il proprio credito d’imposta a favore dell’investimento che i privati lucani, imprese e cittadini, avevano e hanno la possibilità di effettuare grazie agli sgravi previsti dagli ecosismabonus. Il tutto d’intesa con le associazioni di categoria e gli ordini professionali lucani.
L’ecosismabonus poteva rappresentare per la Basilicata una sorta di nuova legge 219. E mettere in un circùito virtuoso enti locali, tecnici e professionisti lucani, piccole e medie imprese in modo da rendere ancora più affascinanti i nostri borghi.
In questa maniera le difficoltà che vivono oggi le tante piccole imprese lucane del settore, che hanno difficoltà a cedere il credito d’imposta, sarebbero state lenite da un intervento di sistema che purtroppo non c’è stato. Attenzione, questa proposta è ancora valida, in quanto le ultime modifiche apportate dal Governo rendono ancora possibile questa modalità di applicazione .
Per farla breve, su questo punto le nostre proposte sono due : snellimento delle procedure e coinvolgimento delle compagnie petrolifere per la cessione del credito.
Il Piano della Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI), appena approvato, è bene ribadirlo, individua le aree in cui è consentito lo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale.
Considerato il valore strategico della nostra regione nella mappa del fabbisogno nazionale di petrolio e gas non è più rinviabile l’elaborazione di una strategia di sviluppo sostenibile per la Basilicata e di un piano di transizione ecologica accompagnato da una politica industriale che impedisca di scaricare sul lavoro e sui lavoratori gli inevitabili costi di questo passaggio epocale.
È opportuno e necessario riprendere un tavolo di concertazione Regione –Governo, ed è altrettanto urgente pensare ad un piano carbon exit, che anche grazie alle risorse del PNRR sia in grado di dare garanzia di lavoro nuovo ed ecosostenibile a lavoratori ed imprese.
La discussione sul PiTESAI  assume una particolare rilevanza anche perché i rilievi al piano portati dal Dipartimento Ambiente non possono essere confinati in un ambito ristretto, ma le posizioni da assumere dovrebbero essere patrimonio comune dell’intero arco di forze politiche presenti in Consiglio, in modo da evitare decisioni unilaterali e nebulose sulla falsariga degli accordi sottoscritti con Eni.
Ricordo che per la prima volta nella storia della vicenda petrolio, l’accordo Total e l’accordo Eni non sono passati preventivamente dal Consiglio Regionale. È stata una discussione tutta interna alla Giunta e tutta tra la Giunta e le compagnie petrolifere. Secondo noi è stato un grande errore, perché si è sottratto al confronto pubblico quegli elementi di valutazione utili affinché i cittadini avessero piena consapevolezza della posta in gioco.
Ed è bene dirlo con forza, anche dalle pagine del suo giornale, la nostra posizione è di non procedere con nuove estrazioni oltre quanto già pattuito.
Sul caro-bolletta non possiamo abbandonare al loro destino il grido di allarme delle associazioni di categoria, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni dei consumatori.
Nei giorni scorsi anche su questo punto abbiamo provato ad essere propositivi invitando il Presidente Bardi a farsi promotore di incontri di concertazione con le associazioni datoriali, sindacali e di consumatori per affrontare questa complicata vicenda.
Se c’è una regione in Italia che potrebbe dare risposte dirette, questa è la Basilicata. Come  è noto, la Regione Basilicata per gli accordi pattizi già stipulati, in vigore Total e quello in approvazione con Eni, è proprietaria di tutto il gas naturale estratto da Total e di circa il 10% del gas estratto da Eni.
Si tratta di circa 200 milioni di metri cubi/anno di metano. I lucani ne consumano in totale all’incirca 300/350 milioni di metri cubi annui.
Questo implica che la Regione potrebbe, per esempio e solo per iniziare, sterilizzare gli aumenti in bolletta per ogni cittadino lucano cartolarizzando gli incrementi di prezzo, finanziando i costi con gli introiti di vendita del gas ovvero emettendo futures sulle future vendite oppure sostenere con meccanismi analoghi (più sofisticati per bypassare il problema dell’aiuto di Stato) le sue imprese, almeno quelle in cui la quota di costo energetico per unità di prodotto è molto alta e che rischiano lo spiazzamento di mercato. Potrebbe, per esempio, emettere futures sulle future vendite di gas sulle stesse royalties e rimborsare gli aumenti in bolletta delle imprese a fronte di piani di contenimento dei consumi energetici interni e con bandi a sportello rapidamente implementabili.
Anche la proposta di utilizzare lo strumento finanziario del fondo sovrano (già allo studio del passato Governo Pittella) è un’iniziativa possibile su cui si può lavorare e approfondire su come renderla fattibile.
Le soluzioni ci sono, ma nulla può essere compiuto senza una reale concertazione che, insisto, è necessaria per determinare un reale rilancio della Basilicata. Non abbiamo la presunzione di credere di avere la verità in tasca, abbiamo però l’ardire di chiedere maggiore protagonismo politico e amministrativo.
La risoluzione approvata all’unanimità in Consiglio ( ad eccezione del punto cinque che prevede di valutare, attraverso gli enti subregionali preposti, la fattibilità di progetti di produzione di energia attraverso la gestione virtuosa dei rifiuti. Questo punto noi non l’abbiamo votato ) impegna la Giunta regionale a mettere in campo tutte le proposte discusse che ho elencato, finalizzate alla mitigazione del caro bollette per famiglie ed imprese.
Ora il Presidente Bardi e la sua maggioranza hanno il dovere di muoversi e di aiutare i Lucani in questo delicato momento della storia.
Dal canto nostro avvieremo, con il sostegno del Partito Democratico, una fase di ascolto e confronto nei territori della Basilicata mettendo al centro del dibattito la proposta di come ridurre i costi della bolletta energetica.

Potenza, 23 febbraio 2022

Il Consigliere Regionale
Roberto Cifarelli