GD Basilicata: solidarietà non faccia distinzioni tra cittadini ucraini e non

1 Mar 2022 | Gd Basilicata, News

Secondo l’Onu, ad oggi, almeno 660mila sono gli ucraini fuggiti dal Paese dall’inizio dell’invasione russa. Uno degli effetti collaterali del conflitto riguarda proprio il tema dei profughi e delle decisioni che prenderà l’UE a questo proposito.
La situazione attuale non è la stessa a cui abbiamo assistito a novembre con le tensioni tra Polonia e Bielorussia. In quel caso, la situazione si deteriorò fino a giungere ad una drammatica escalation di crisi migratoria. Da un parte c’era il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko motivato dalla vendetta per le sanzioni e dalle critiche alla sua brutale repressione dell’opposizione bielorussa. Dall’altro lato della barricata, il governo polacco che ha reagito duramente all’arrivo dei migranti. La Polonia ha imposto uno stato di emergenza che impediva agli aiuti umanitari di raggiungere le persone intrappolate nella zona di confine. Adesso invece, le condizioni sono diverse perché i profughi arrivano da uno stato confinante.
La stragrande maggioranza degli ucraini soggiorna presso parenti o amici in Polonia, Slovacchia, Ungheria o Romania. L’Unione Europea utilizzerà una legge di “protezione temporanea di massa” per estendere lo status di residenza dei rifugiati senza dover passare attraverso complesse procedure di asilo. Questa direttiva di protezione, introdotta a seguito delle guerre nell’ex Jugoslavia negli anni ’90, esiste dal 2015 ma non era ancora stata applicata.
Il tema è complesso perché tra i tanti limiti di una zona Shengen mai davvero unita c’è proprio la questione migranti per il quale Turchia e Bielorussia nei mesi precedenti hanno calcato la mano. Vista l’apertura di paesi del Gruppo Visegrad, per l’Europa può essere l’occasione per rivedere le regole sull’accoglienza senza adottare ogni volta meccanismi straordinari.
C’è da augurarsi che la prova di solidarietà non faccia distinzioni tra cittadini ucraini e non. La verità però è solo una: in ballo ci sono delle vite, degli esseri umani.