GD Basiliacta: dopo la morte di Lorenzo Parelli, le mazzate

1 Feb 2022 | Gd Basilicata

I giovani non lottano più, i giovani non si interessano più, i giovani non scendono più in piazza.
Ogni volta, il leitmotiv cade su questa retorica.
Eppure in questi giorni gli studenti hanno dimostrato, per l’ennesima volta, il contrario.
Il 28 gennaio centinaia di studentesse e studenti hanno manifestato a Torino e a Milano contro l’alternanza scuola-lavoro, dopo la tragica morte di Lorenzo Parelli, 18enne all’ultimo giorno di stage in un’azienda meccanica di Lauzacco, in provincia di Udine. “Lorenzo è vivo e lotta insieme a noi” hanno gridato gli studenti torinesi mentre marciavano verso piazza Arbarello.
A Milano invece, il corteo di ragazzi e ragazze si è diretto verso la sede di Assolombarda per lasciare all’ingresso una trave d’acciaio insanguinata fatta con la cartapesta. Legittime manifestazioni di protesta, che invece si sono trasformate in altro.
La polizia ha caricato ripetutamente i manifestanti colpendoli con i manganelli.
Nel capoluogo piemontese, una ventina di giovani sono stati portati al pronto soccorso. Il sangue lungo i loro volti, ragazzi finiti a terra e poliziotti in antisommossa che non arretrano, anzi vanno verso di loro.
Tutto sembra rimandare a quel tragico passato che continuamente assume le sembianze di presente.
Siamo al controsenso.
Perché nessuno, o quasi, si è preoccupato e alzato la voce per quei ragazzi?
Eppure, l’aggressione fisica, quel manganello che smorza la voglia di urlare sembrano voler dire altro. Studiare per imparare un mestiere, non avere certezze per il futuro ed essere schiacciati sotto una trave non può passare assolutamente in secondo piano.
Al momento, siamo prigionieri che remano su navi inesistenti.