I Giovani Democratici della Basilicata parteciperanno alla mobilitazione promossa dal mondo agricolo lucano e dal Comitato Collina Materana sabato 17 ottobre, esprimendo piena vicinanza agli agricoltori che scenderanno in strada per difendere il proprio lavoro e la sopravvivenza delle proprie aziende.
Le ragioni della protesta chiamano direttamente in causa la politica: prezzi riconosciuti ai produttori sempre più bassi, costi di produzione insostenibili, caro carburanti e incertezza sul futuro. Dietro ogni azienda in difficoltà ci sono famiglie, lavoratori, giovani che hanno investito nella propria terra. Persone alle quali non si può continuare a chiedere di resistere mentre produrre diventa economicamente impossibile.
La destra nazionale ha fatto della “sovranità alimentare” una bandiera. Meloni e Lollobrigida devono spiegare quale sovranità possa esserci se chi coltiva la terra non riesce a vivere del proprio lavoro. La distanza tra la retorica del Governo e le condizioni denunciate dagli agricoltori è ormai una questione politica che non si risolve con un altro slogan sul Made in Italy. Si misura nella capacità di tutelare il reddito agricolo, contrastare gli squilibri della filiera e impedire che tutti i rischi ricadano su chi produce.
In Basilicata, intanto, la Giunta Bardi continua a chiedere fiducia. Il 14 ottobre l’assessore Cicala ha presentato una richiesta di venti milioni di euro per il caro gasolio e la liquidità delle imprese, ammettendo di non conoscere ancora l’effettiva disponibilità delle somme né i tempi di erogazione. È esattamente questo il problema: gli agricoltori hanno scadenze certe, la Regione offre risposte dai tempi incerti. Un finanziamento annunciato non paga una fattura e non consente di programmare una semina.
Bardi e Cicala devono assumersi fino in fondo la responsabilità di governare. Servono risorse effettivamente disponibili, provvedimenti operativi e un calendario pubblico degli interventi. Al Governo chiediamo misure adeguate contro il caro carburanti e a tutela del reddito dei produttori, controlli efficaci sulle pratiche commerciali sleali e maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi. Il confronto con gli agricoltori deve produrre decisioni verificabili.
Per noi questa battaglia riguarda anche il futuro della nostra generazione. Chiedere ai giovani di investire in agricoltura, senza garantire le condizioni per sostenere quell’investimento, significa scaricare su di loro il rischio di politiche insufficienti. Ogni azienda che chiude riduce il lavoro disponibile, indebolisce i paesi e rende più difficile scegliere di restare.
Sabato saremo al fianco degli agricoltori, nel rispetto dell’autonomia della loro mobilitazione. La loro voce merita ascolto e le loro richieste esigono risposte. La destra governa a Roma e in Basilicata: smetta di comportarsi da spettatrice della crisi e si assuma la responsabilità delle soluzioni.
Esserci è inoltre un atto di solidarietà che rompe il silenzio colpevole ed oscurantista dei media nazionali che non stanno dando rilevanza alla notizia dei disagi al mondo agricolo forse per denigrare questa categoria fondamentale per la nostra società, sicuramente per rispondere ad ordini di silenzio, impartiti da chi Governa.

