Crediamo che su temi così delicati serva meno ideologia e più riflessione. Per questo, senza alcuna voglia di alimentare polemiche, ci poniamo – e poniamo alla cittadinanza – delle semplici domande:
Chiedere il rispetto rigoroso delle norme ambientali e compensazioni per il territorio che ospita una risorsa idrica è davvero “mercanteggiare”? O è semplicemente rispettare la legge e garantire che il Lago non venga prosciugato a danno dell’ecosistema locale?
Quando qualcuno parla di “solidarietà tra enti”, intende forse dire che un Comune deve mettere a disposizione l’acqua senza poter dire una parola sulle conseguenze per il proprio territorio? La vera solidarietà non dovrebbe basarsi sul rispetto reciproco e non sull’imposizione?
Invocare un’”unica regia” serve a velocizzare i processi o rischia di escludere la comunità locale dalle decisioni che la riguardano? Noi crediamo che una gestione sana debba essere partecipata, mai calata dall’alto senza confronto.
Non cerchiamo colpevoli, ma garanzie.
Difendere il Lago del Pantano non è un capriccio, è un dovere verso chi vive questo territorio ogni giorno.
Se chiedere sicurezza, rispetto delle regole e dignità per Pignola viene visto come un ostacolo, temiamo che si stia sbagliando prospettiva. Il territorio non è solo un rubinetto da aprire, ma un patrimonio da custodire.

