Caro carburanti, Marrese: “Basilicata in ginocchio, Governi sottovalutano la protesta. Bardi e Cicala escano dall’inerzia”

16 Ott 2026 | PD Basilicata

Caro carburanti, Marrese: “Basilicata in ginocchio, Governi sottovalutano la protesta. Bardi e Cicala escano dall’inerzia”
Quello che sta accadendo in Basilicata e nel resto del Mezzogiorno è un segnale che la politica non può più permettersi di ignorare.

Il caro carburanti sta mettendo in ginocchio agricoltori, autotrasportatori e imprese, mentre le difficoltà negli approvvigionamenti cominciano a ripercuotersi sui cittadini, sulla viabilità e sulla distribuzione delle merci.

Siamo di fronte a una situazione seria, che rischia di aggravarsi ulteriormente se non si interviene con tempestività.

Le proteste che si stanno intensificando anche nella nostra regione- dai blocchi sulla Statale 106 Jonica alle mobilitazioni nel Vulture-Melfese, lungo la Bradanica e sulla Fondovalle del Noce, sino all’odierna manifestazione di Potenza- raccontano la disperazione di categorie produttive che non riescono più a sostenere costi sempre più insostenibili.

Le lunghe code registrate davanti ai distributori di Potenza, Matera, Policoro e tanti altri comuni lucani, insieme alle prime difficoltà nelle forniture, dimostrano che il problema non è più soltanto economico: sta assumendo una dimensione sociale e logistica che riguarda l’intera comunità.

Oggi, davanti alla sede della Regione Basilicata, anche Coldiretti porta in piazza le ragioni degli imprenditori agricoli, chiedendo alla Giunta Regionale un tavolo di confronto.

Sinora, le risposte fornite dalla Giunta regionale alle legittime istanze del mondo agricolo si sono rivelate del tutto insufficienti, mentre le misure che si preannunciano appaiono più come meri palliativi, finalizzati a placare le proteste nell’immediato, che come interventi concreti e strutturali capaci di affrontare le reali difficoltà del comparto agricolo.

Tra lo scaricabarile e l’atteggiamento di chi sembra non accorgersi della gravità della situazione, la Regione rischia di lasciare sole proprio quelle realtà che garantiscono lavoro, produzione alimentare e servizi essenziali nei nostri territori.

Non è accettabile che, di fronte all’impennata del prezzo del gasolio e alle difficoltà di approvvigionamento, il Governo Meloni e la Giunta regionale continuino a sottovalutare la portata della protesta.

Agricoltura e autotrasporto non sono comparti marginali: sono pilastri dell’economia e della tenuta sociale, soprattutto in una regione come la Basilicata, dove le distanze, le carenze infrastrutturali e la dipendenza dal trasporto su gomma rendono ogni aumento dei costi ancora più pesante.

Il rischio è che le conseguenze ricadano a catena su tutti: dalle aziende agricole ai trasportatori, dalle attività commerciali alle famiglie, fino alla disponibilità dei beni di prima necessità.

Se le difficoltà nei rifornimenti dovessero proseguire, potrebbero emergere ulteriori criticità nella distribuzione delle merci e nella vita quotidiana dei cittadini.

Non possiamo aspettare che l’emergenza diventi incontrollabile prima di assumere decisioni.

Servono misure urgenti per contenere il costo dei carburanti, tutelare la continuità delle forniture e impedire che questa crisi si scarichi ulteriormente su imprese e cittadini.

Al presidente Bardi chiediamo di assumersi le proprie responsabilità e di convocare senza ulteriori indugi un tavolo istituzionale.

All’assessore Cicala diciamo con chiarezza che non basta prendere atto delle difficoltà o limitarsi a manifestare impotenza: chi ricopre un incarico di governo deve proporre soluzioni, costruire risposte e rappresentare concretamente le istanze del mondo agricolo.

Le proteste non si affrontano con il silenzio, né con lo scaricabarile. Si affrontano ascoltando chi lavora, assumendo impegni verificabili e intervenendo prima che il disagio economico si trasformi in una crisi ancora più profonda.

La Basilicata non può essere lasciata sola.

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