Il capogruppo del Pd: al via la campagna di screening gratuito per le ragazze tra i 25 e i 30 anni, frutto di un percorso avviato con il nostro ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale. Un investimento nella salute e nella consapevolezza, ma anche una spinta culturale. La medicina di genere, assente nella proposta di Piano sanitario, deve essere centrale.
“La presentazione della campagna ‘Screening riserva ovarica – Il futuro è oggi’ rappresenta un risultato importante per la salute delle donne lucane e un ulteriore passo avanti nel percorso che abbiamo avviato e seguito con attenzione in Consiglio regionale. Oltre ad offrire gratuitamente a una platea potenziale di circa 14mila giovani donne tra i 25 e i 30 anni un test per conoscere e monitorare la propria riserva ovarica, si tratta anche di promuovere una maggiore consapevolezza della salute riproduttiva, rafforzare la prevenzione e contribuire a una spinta culturale che riconosca sempre di più il ruolo e il valore delle donne nella nostra società. La medicina di genere, assente nella proposta di Piano sanitario regionale, deve essere centrale”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che prosegue: “Questo percorso è stato avviato con l’ordine del giorno da noi presentato e approvato all’unanimità dal Consiglio regionale a fine aprile 2025, che impegnava, tra l’altro, la Giunta a reperire le risorse necessarie per una campagna informativa sulla tutela della fertilità e per incentivare il test della riserva ovarica nelle giovani donne. Con la deliberazione della Giunta regionale n. 174/2026 si è dato seguito a quell’indirizzo, introducendo lo screening gratuito per le donne residenti in Basilicata tra i 25 e i 30 anni. Oggi, con l’avvio della campagna, quel lavoro si traduce in una possibilità concreta di prevenzione e conoscenza. La Basilicata, grazie al lavoro che abbiamo promosso in Consiglio regionale, si è portata avanti su questo terreno, anticipando concretamente, con lo screening gratuito, un percorso che sta trovando riscontro anche a livello nazionale, con l’approvazione di campagne di informazione e sensibilizzazione sulla salute riproduttiva femminile”.
“Il valore di questa iniziativa – prosegue il capogruppo del Pd – va ben oltre l’importanza del test. Una platea potenzialmente ampia consentirà, attraverso la raccolta e l’analisi dei dati, di approfondire la conoscenza della riserva ovarica delle giovani donne lucane e di costruire, sulla base delle evidenze scientifiche, politiche pubbliche sempre più mirate. La prevenzione deve accompagnarsi alla ricerca, allo studio e alla capacità di programmare interventi che riguardino la salute e la fertilità femminile, compresa la possibilità di investire nel social freezing. È importante che le giovani donne partecipino a questa campagna, perché conoscere significa poter prevenire ed eventualmente entrare nei percorsi di medical freezing (a carico del Sistema Sanitario) e compiere scelte più consapevoli. Si è lavorato sin dal primo momento su questa traiettoria, ascoltando associazioni da anni impegnate su questi temi, ascoltando le donne, attingendo alla competenza e alla professionalità del dott. Sergio Schettini e del suo team, tra cui la d.ssa Iuliano, incrociando la disponibilità dell’assessore regionale Latronico, del direttore Tripaldi e della dott.ssa Sabino. Un lavoro che ha visto la condivisione e il sostegno unanime del Consiglio regionale, che nel frattempo ha anche elaborato un testo di legge all’attenzione della Seconda Commissione consiliare, nel quale sono stati recepiti nostri specifici emendamenti, nell’ambito di un percorso che ha visto il coinvolgimento, in particolare, delle colleghe consigliere Araneo, Verri e Fazzari e dei colleghi consiglieri Chiorazzo, Vizziello e Morea. In questo contesto va messo in agenda, con risorse da investire, l’indirizzo per il social freezing, affiancandolo al medical freezing, così come campagne e test anche per la salute riproduttiva degli uomini”.
“Questo risultato – sottolinea Lacorazza – si inserisce in un lavoro più ampio che stiamo portando avanti sui temi della medicina di genere. Penso all’endometriosi, sulla quale a fine aprile 2026 il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un nostro ordine del giorno che impegna la Giunta a rafforzare la rete clinica regionale, individuando centri di riferimento e nodi territoriali, migliorando la diagnosi precoce, l’accesso alle prestazioni e alle esenzioni, la presa in carico multidisciplinare e i percorsi di tutela della fertilità. Dopo quell’approvazione abbiamo sollecitato le riunioni di coordinamento del Comitato regionale e acquisito il verbale degli incontri, avviando un confronto per consolidare i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA), in coerenza con le linee guida nazionali e con l’obiettivo di garantirne un’applicazione uniforme sul territorio e specifici indicatori di monitoraggio. Penso anche all’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica, sulla quale già ad aprile abbiamo formalmente chiesto all’assessore Latronico e al direttore generale Tripaldi la piena attuazione delle linee guida ministeriali del 2020, per garantire un accesso uniforme al servizio, senza obbligo di ricovero quando non necessario e con la possibilità di effettuare a domicilio la seconda somministrazione del trattamento, nei casi valutati clinicamente appropriati dai medici”.
“Il tema della medicina di genere – conclude Lacorazza – non può essere considerato un capitolo marginale della programmazione sanitaria. Deve diventare uno dei grandi valori sui quali costruire il nuovo Piano sanitario regionale, riconoscendo le specificità della salute delle donne e traducendole in servizi, percorsi assistenziali e politiche di prevenzione. La campagna sulla riserva ovarica dimostra che, quando si uniscono iniziativa consiliare, competenze scientifiche e capacità amministrativa, si possono raggiungere risultati concreti. Continueremo a lavorare in questa direzione, perché il valore delle donne sia sempre più centrale nelle scelte della nostra Regione”.

