Avigliano, negato Il confronto democratico. Chiarezza sull’allontanamento dei cittadini dalla sala consiliare

14 Ott 2026 | Dai Territori

Quanto accaduto ieri ad Avigliano rappresenta un fatto grave sul piano politico e istituzionale. Senza dubbio
è stato il momento in assoluto più basso della politica aviglianese.
Il Consiglio comunale, convocato in seduta aperta per discutere la proposta di realizzazione di una pista da
sci con manto in materiale plastico, non si è svolto per il mancato raggiungimento del numero legale,
privando la comunità di un'importante occasione di confronto su una scelta che riguarda il futuro del
territorio.
È importante ricordare che la richiesta di convocazione del Consiglio comunale aperto nasceva proprio dalla
volontà di garantire alla comunità uno spazio di confronto e partecipazione su un progetto da approfondire
sotto il profilo ambientale, economico e turistico.
L’iniziativa, promossa dal capogruppo di Insieme per Avigliano Giovanni Sabia e dalla consigliera Anthea
Claps, con il sostegno dell’altro gruppo di opposizione che ha sottoscritto l’ordine del giorno, aveva
l’obiettivo di portare la discussione nella sede istituzionale, consentire ai cittadini di partecipare e garantire
un confronto pubblico su una scelta che riguarda l’intera comunità.
A rendere ancora più grave la vicenda è quanto accaduto successivamente: la vicepresidente del Consiglio
comunale ha disposto l’allontanamento dei cittadini presenti dalla sala consiliare, richiamando ragioni di
ordine pubblico e sicurezza. Un episodio sul quale chiediamo chiarezza, a partire dalle circostanze che
hanno motivato il provvedimento e dal suo fondamento giuridico.
Se la seduta era stata ormai dichiarata deserta, appare necessario comprendere quale situazione concreta
di pericolo o di turbativa dell’ordine pubblico fosse tale da giustificare l’allontanamento di cittadini che
avevano semplicemente risposto all’invito delle istituzioni partecipando a un Consiglio comunale aperto.
Un episodio che mortifica il ruolo delle istituzioni e impoverisce il confronto democratico. Le istituzioni
devono essere luoghi aperti al confronto, nei quali i cittadini possano esercitare il proprio diritto a
partecipare ed essere ascoltati. Per questo, il mancato svolgimento del Consiglio comunale aperto ed il
successivo allontanamento dei cittadini dalla sala consiliare sollevano interrogativi che meritano risposte
chiare e documentate.
Per quali ragioni è stato disposto l’allontanamento? Quali circostanze concrete lo giustificavano? E quale
fondamento giuridico è stato invocato per impartire tale ordine dopo che la seduta era stata dichiarata
deserta?
Domande legittime, rispetto alle quali chiediamo risposte chiare e documentate, a tutela delle istituzioni
comunali, le quali non appartengono a chi le amministra temporaneamente: sono patrimonio collettivo e
devono garantire trasparenza, confronto e rispetto.
Le istituzioni devono essere luoghi di confronto e partecipazione, non spazi dai quali allontanare i cittadini
quando chiedono di conoscere e discutere le decisioni che riguardano la propria comunità.
Di fronte all'impossibilità di svolgere il confronto nella sede istituzionale prevista, i consiglieri comunali di
opposizione si sono immediatamente attivati per individuare uno spazio alternativo, consentendo ai
cittadini presenti di proseguire una discussione seria, partecipata e costruttiva sul futuro del territorio.
Avigliano merita amministratori capaci di confrontarsi con i cittadini, non di sottrarsi al confronto. La
partecipazione è un diritto democratico, non un problema da gestire né tantomeno da delegittimare.

Il rispetto delle istituzioni comincia dal rispetto delle persone che esse rappresentano.
Non si può invocare il rispetto delle istituzioni e lasciare senza risposta le domande dei cittadini, tra l’altro
accorsi in gran numero ieri. Non si può parlare di partecipazione e poi non garantire le condizioni per
esercitarla.
AVIGLIANO NON APPARTIENE A CHI GOVERNA OGGI. AVIGLIANO APPARTIENE AGLI AVIGLIANESI.

Condividi questo articolo!