Ticket, Di Geronimo e Lopergolo (GD): «La giunta Bardi scarica sui cittadini il fallimento della sanità. I disavanzi della destra non li paghi chi si ammala»

26 Set 2026 | Gd Basilicata

 

«Una maggioranza divisa, pronta però a ricompattarsi quando si tratta di chiedere altri soldi ai lucani. Dal 1° ottobre scatterà il ticket di 2,50 euro sulle ricette farmaceutiche per i cittadini non esenti: dopo sette anni di governo della destra, la risposta ai problemi della sanità è presentare il conto a chi ha bisogno di curarsi. Bardi e Latronico possono chiamarlo contributo, misura temporanea o atto necessario. Resta una scelta politica che scarica sui cittadini le conseguenze del loro fallimento».

Lo dichiarano Marco Di Geronimo e Giuseppe Lopergolo, Segretario regionale e Presidente regionale dei Giovani Democratici di Basilicata, dopo la bocciatura della risoluzione delle opposizioni per revocare il ticket.

«Il metodo racconta molto di questa amministrazione: prima si decide in Giunta, senza coinvolgere le parti sociali e senza un confronto preventivo in Consiglio regionale, poi si pretende che tutti accettino una decisione già presa. Nessuna chiarezza sufficiente sulle alternative valutate, nessuna dimostrazione di aver fatto tutto il possibile per evitare un nuovo costo ai cittadini. E quando le opposizioni chiedono conto delle scelte, arriva la solita arroganza, emersa anche nei confronti della consigliera Araneo. Il Consiglio regionale merita rispetto e i lucani hanno diritto a risposte».

«La linea delle opposizioni è chiara e la condividiamo: revocare il ticket, verificare i conti, aprire il confronto con i sindacati e intervenire sulle cause della spesa. Il problema del disavanzo esiste, ma non assolve chi governa: ne chiama in causa la responsabilità. Chi ha controllato? Quali obiettivi sono stati assegnati ai vertici delle aziende sanitarie? Quali risultati sono stati verificati? A sentire Pittella e la durezza delle critiche arrivate da Azione sulla gestione sanitaria, sui direttori e sui disavanzi accumulati, a tratti non si capiva più se Azione fosse una forza di maggioranza o di opposizione. Bardi e Latronico spieghino allora perché, di fronte a un fallimento denunciato persino dai propri alleati, la certezza immediata debba essere un nuovo pagamento per i cittadini».

«Dopo sette anni non possono continuare a comportarsi come se fossero appena arrivati. I disavanzi sanitari, i servizi insufficienti e le difficoltà nell’accesso alle cure impongono un bilancio politico del loro governo. Non basta invocare i vincoli di spesa: bisogna spiegare come si è arrivati fin qui e perché si è scelto di intervenire proprio sulle ricette. Prima di chiedere sacrifici a una famiglia, la Regione dimostri di aver preteso efficienza da chi amministra risorse pubbliche».

«Anche i paragoni con le altre regioni sono un alibi debole. Non si possono confrontare gli importi dei ticket ignorando redditi, invecchiamento della popolazione, servizi disponibili e tempi di attesa. Ai lucani che devono spostarsi per curarsi non serve sapere quanto si paga altrove. Serve poter contare sulla propria sanità. E il fatto che una misura esista in altre regioni non ci obbliga a condividerla».

«La nostra posizione nasce dalla difesa del Servizio sanitario nazionale, pubblico e universalistico. Un esempio concreto è l’abolizione del superticket sulle prestazioni specialistiche, ottenuta nel 2020 con Roberto Speranza ministro della Salute: una scelta che riduceva gli ostacoli economici alle cure. Quella è la direzione che la nostra organizzazione, il centrosinistra e chiunque abbia a cuore la difesa del Servizio sanitario nazionale devono continuare a seguire. La salute va sostenuta attraverso la solidarietà collettiva e la progressività, senza concentrare nuovi sacrifici su chi ha bisogno di assistenza».

«Il ticket va revocato e su questo serve una battaglia comune, nelle istituzioni e nella società lucana. Come Giovani Democratici continueremo a sostenerla insieme alle opposizioni, ai sindacati e a chi difende il diritto alla salute», concludono Di Geronimo e Lopergolo. «Dopo sette anni, Bardi e Latronico devono rispondere dei conti e dei servizi, senza usare i malati come ultima risorsa di bilancio. Chi governa si assuma il peso del proprio fallimento: non può continuare a trasferirlo nelle tasche dei lucani. Curarsi è un diritto. Far pagare l’incapacità di chi governa è una scelta che combatteremo fino in fondo».

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