Il deputato PD presenta un’interrogazione a risposta in Commissione al Ministro della Salute: «La nuova tassa rischia di aumentare la rinuncia alle cure e le disuguaglianze nell’accesso alla salute. Si valutino misure alternative che non gravino sui cittadini»
Un’interrogazione a risposta in Commissione al Ministro della Salute sull’introduzione in Basilicata del ticket aggiuntivo di 2,50 euro per ogni ricetta farmaceutica.
A presentarla è Enzo Amendola, che porta così la questione della nuova compartecipazione alla spesa farmaceutica lucana all’attenzione del Governo nazionale.
Nell’interrogazione si richiama il quadro nel quale interviene il provvedimento regionale, caratterizzato da «liste d’attesa insostenibili, carenza di personale sanitario, chiusura e depotenziamento di servizi territoriali e crescente rinuncia alle cure da parte dei cittadini».
Una situazione che, secondo Amendola, costringe sempre più cittadini lucani a sostenere costi importanti per curarsi, ricorrendo alle prestazioni private a causa dei tempi di attesa del Servizio Sanitario Nazionale e sostenendo direttamente anche le spese per l’acquisto dei farmaci.
Nell’atto parlamentare il nuovo ticket viene definito «tassa Bardi-Latronico» e si sottolinea come, pur trattandosi di un importo apparentemente contenuto, la misura rischi di incidere sul principio di universalità del Servizio Sanitario Nazionale e sul diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.
L’interrogazione pone inoltre la questione delle esenzioni, evidenziando il rischio che i criteri previsti non riescano a intercettare tutte le situazioni di reale fragilità economica e sanitaria, che non sempre coincidono con i codici formali di esenzione.
Amendola chiede inoltre chiarezza sull’ammontare del gettito atteso attraverso il nuovo ticket, sulla destinazione delle risorse raccolte e sugli eventuali benefici concreti e misurabili che dovrebbero derivarne in termini di riduzione delle liste d’attesa, miglioramento dei servizi e contenimento della spesa sanitaria.
Secondo quanto sostenuto nell’interrogazione, eventuali sprechi e inefficienze dovrebbero essere affrontati intervenendo sulla centralizzazione degli acquisti, sulla governance e sull’organizzazione dei servizi, senza scaricare ulteriori costi sui cittadini.
Amendola chiede pertanto al Ministro della Salute se sia a conoscenza dell’introduzione del ticket aggiuntivo di 2,50 euro per ricetta deliberato dalla Regione Basilicata e se non ritenga che la misura, sommata al caro vita e al caro carburante che penalizza particolarmente una regione interna come la Basilicata, possa provocare un ulteriore aumento della rinuncia alle cure e delle disuguaglianze nell’accesso al diritto alla salute.
Infine, viene chiesto al Ministro se intenda, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto dell’autonomia regionale, avviare un approfondimento con la Regione Basilicata per rivedere la decisione e valutare misure alternative di efficientamento della spesa farmaceutica che non gravino sui cittadini.

