SANITA’ BASILICATA, TRAGNI (PD MATERA): “NUOVA TASSA DA 2,50 EURO SULLE RICETTE: LA GIUNTA BARDI FA CASSA SULLA PELLE DEI CITTADINI PER COPRIRE IL DISAVANZO SANITARIO”

29 Ago 2026 | Dai Territori

“L’introduzione della tassa di 2,50 euro su ogni singola ricetta medica è un atto ingiusto che colpisce direttamente le tasche dei lucani. La Giunta Bardi, incapace di gestire la sanità della nostra regione, ha deciso di far pagare i propri fallimenti amministrativi e contabili ai cittadini”. Lo dichiara in una nota Giuseppe Tragni, Tesoriere del Partito Democratico di Matera. “Le giustificazioni dell’assessore Latronico, che scarica la colpa sui vincoli imposti da Roma, sono inaccettabili. La verità è molto più semplice: i conti della sanità lucana sono in profondo rosso a causa di anni di cattiva programmazione e gestione non oculata. Finora il Centrodestra ha mascherato i buchi di bilancio usando in modo straordinario i soldi del petrolio e del gas, ma ora che quelle risorse sono finite, si presenta il conto ai lucani. Questo nuovo balzello colpirà oltre 160.000 cittadini, in particolare le famiglie lavoratrici e chi non ha esenzioni totali. Si tratta di una vera e propria tassa sulla salute che non risolverà il disavanzo della Regione, ma peserà sulla vita quotidiana delle persone”. “Questo provvedimento è il risultato di una visione politica di Centrodestra che, sia a livello nazionale che locale, sta smantellando il sistema pubblico. Tagliare i fondi significa favorire una privatizzazione strisciante e spingere i cittadini verso i privati per poter fare una visita in tempi umani, trasformando la salute in un lusso per pochi. A tutto questo si aggiunge la minaccia dell’Autonomia Differenziata, che rischia di dare il colpo di grazia ai nostri ospedali e ai nostri servizi locali, a partire da quelli di Matera, aumentando i viaggi della speranza verso le altre regioni”. “Questa è una delibera ingiusta, che va ritirata. La salute non è un lusso né una voce di bilancio da far quadrare tassando i malati: serve una riforma strutturale della medicina territoriale, l’abbattimento delle liste d’attesa e un piano straordinario per il personale, non l’ennesimo ticket d’emergenza”, conclude Tragni.

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