Cooperazione, Lacorazza: la Regione non resti sorda alle istanze sociali

28 Ago 2026 | PD Basilicata

Il Capogruppo del Pd: Bisogna ripartire dalle richieste degli Stati Generali della cooperazione, con sindacati e cooperative che chiedono interlocuzioni alla Regione per migliorare la qualità delle politiche sociali

“Ricordiamo che il 22 luglio scorso si sono tenuti gli Stati generali della cooperazione sociale della Basilicata, che hanno visto impegnati il mondo sindacale e quello della cooperazione. È evidente la distanza che si misura tra la richiesta che quel mondo ha avanzato, anche rispetto a una sofferenza economica e sociale, ma anche alla necessità di partecipazione e coinvolgimento nei processi decisionali, e la difficoltà di incontrare il presidente della Regione, Vito Bardi. Una distanza che contrasta e viene ancora più in risalto con le dichiarazioni a mezzo stampa dell’assessore alla Salute, Cosimo Latronico, sulla longevità, sull’invecchiamento attivo e sui rapporti con il Ministro della Cultura, l’Inps e la Fondazione Mattei”.

Lo dichiara il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che continua:

“Non si mette al centro di questa discussione, anche nel rispetto delle leggi e dei programmi approvati dal Consiglio regionale, il confronto con quel mondo che poi deve animare queste politiche e, soprattutto, con quel mondo al quale la legge regionale n. 5 del 24 marzo 2026 prevede di affidare anche l’attivazione, che potrebbe avvenire in via sperimentale, degli strumenti della coprogrammazione e della coprogettazione, dando seguito innanzitutto alla nomina della Consulta prevista dalla legge”.

“Si misura sempre una distanza – evidenzia Lacorazza – tra queste realtà, che vivono le criticità e cercano di affrontare i problemi concreti, e gli annunci a mezzo stampa, rilasciati anche in maniera molto indistinta e aleatoria da esponenti del Governo regionale. Su tutti questi aspetti, sulle mancanze di piani e strategie regionali, le cose le abbiamo già scritte in questi giorni, avanzando anche alcune proposte, ma non si sono viste risposte non solo a noi, ma a quegli Stati generali che hanno unito sindacati e cooperative nel chiedere alla Regione un confronto”.

“Eppure è proprio da lì che bisogna ripartire – sottolinea Lacorazza – dal confronto con chi quotidianamente opera nella cooperazione sociale, conosce le problematiche e può contribuire a costruire politiche realmente efficaci, non soltanto attraverso gli annunci, ma attraverso gli strumenti che la stessa legislazione regionale mette a disposizione. Il Terzo settore e la cooperazione sociale non possono essere considerati soltanto destinatari di politiche già definite, ma devono diventare parte della loro costruzione, anche perché sono dentro i territori, conoscono i bisogni e possono contribuire a trasformare le risorse in servizi e opportunità”.

“La Regione – prosegue Lacorazza -non resti sorda alle istanze e alle richieste che arrivano da questi mondi e che rappresentano un contributo unitario da mettere a valore insieme alla Regione Basilicata e all’intero sistema delle Autonomie locali. È anche così che si affronta il cambiamento demografico, a partire dai temi della cura, dell’assistenza e della domiciliarità, costruendo un welfare più vicino alle persone e alle comunità. In questa scelta c’è il senso e il valore della programmazione e la sostenibilità di un welfare che deve mettere in equilibrio la qualità dei servizi e una giusta retribuzione per le lavoratrici e i lavoratori”.

“C’è un cambio di demografia e di paradigmi culturali, economici e sociali – conclude Lacorazza – che ha una grande incidenza sul presente e sul futuro della Basilicata. È una trasformazione che richiede politiche nuove, capacità di programmazione e soprattutto un confronto vero con chi quotidianamente è impegnato nei servizi alla persona. Su questo terreno, invece, ci pare che la Regione si muova ancora a tentoni, con troppe incertezze e con una distanza tra gli annunci e la costruzione concreta di queste politiche che non è più procrastinabile”.

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