Il Capogruppo del PD: si proceda alla nomina della Consulta prevista dalla L.R. sul terzo settore per garantire i processi di partecipazione e agire con trasparenza
“Torniamo sulle dichiarazioni rese qualche giorno fa dall’assessore Regionale Cosimo Latronico su interlocuzioni in corso con il Ministero della Cultura e Fondazione Mattei rispetto a progetti inerenti il welfare culturale. Abbiamo già detto della necessità di rispettare quanto previsto dalla Legge regionale n.27 del 11 agosto 2015 relativamente al Piano Triennale e al conseguente Documento Annuale ancora latitante per mancanza di soldi, ma si tratta anche della necessità, oltre che all’opportunità, di attivare cooprammazione e cooprogettazione”. Lo dichiara Piero Lacorazza, capogruppo del PD in Consiglio regionale, che prosegue:
“Stiamo parlando la legge Regionale del 24 marzo 2026, n. 5 recante ‘Norme di sostegno e promozione degli Enti del Terzo Settore lucano’, approvata all’unanimità su nostra proposta dal Consiglio regionale per la cui attuazione chiediamo che si proceda alla nomina della Consulta visto che sono state fornite le indicazioni come richiesto dal dirigente dall’ufficio competente.
Ma ci chiediamo a questo punto, essendo in attesa di conoscerne i contenuti, come mai su welfare culturale e ‘prescrizione sociale’, nel contesto più generale della legge regionale n.29 del 20 novembre 2017 ‘Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni’ non si pensa di mettere a valore il mondo del terzo settore?”.
“Leggiamo – evidenzia Lacorazza – che si sta lavorando con il Ministero della Cultura e la Fondazione Mattei, poi si fa riferimento ogni tanto all’INPS, rischiando di innescare una dinamica dirigista e gestionale che mortifica i processi partecipativi.
Potrebbe anche essere che la nostra preoccupazione non sia fondata ma per fugare qualsiasi dubbio chiediamo all’Assessore di rendere più espliciti i contenuti di quanto ha dichiarato, posizionare gli indirizzi e le risorse anche nella pianificazione culturale e attivando in via sperimentale cooprogrammazione e cooprogettazione come previste dalla Legge Regionale, o quantomeno, di coinvolgere attivamente la Consulta che auspichiamo venga nominata al più presto”.
“Del resto – conclude Lacorazza – si tratta di stare correttamente nelle norme e nelle procedure previste che consentono di far funzionare gli strumenti disponibili, di garantire la più ampia partecipazione dei gruppi e dei soggetti coinvolti e di rendere anche chiare le comunicazioni che vengono offerte ai cittadini”.

