lo denuncia in una nota Marco Di Geronimo, segretario regionale dei Giovani Democratici della Basilicata. «Attendiamo che le Autorità competenti facciano luce sui fatti gravissimi di Palazzo San Gervasio, ma intanto uno è chiaro come il sole: i CPR sono fabbriche dell’orrore, incompatibili con la dignità della persona umana. Uno schema che non crea sicurezza, ma solo pericoli e sofferenze. E così il nostro cordoglio non può non mescolarsi all’indignazione».
«La destra si disinteressa delle persone e crea guai sempre crescenti. Scaricare i problemi sulla strada alimenta la microcriminalità e gli episodi di violenza, come quelli che hanno interessato Potenza qualche settimana fa. E la tattica di rinchiudere frotte di migranti incensurati nei centri di detenzione, spesso in condizioni disumane e con un uso spericolato degli psicofarmaci, trasforma l’integrazione in un dramma assurdo e inutile» continua Di Geronimo. «A pagarne le conseguenze tragiche non sono solo le ragazze e i ragazzi venuti in Italia e trattati in modo indegno di un grande Paese come il nostro, ma anche le comunità, costrette a vivere nella paura di scoppi improvvisi di violenza, e gli uomini delle forze dell’ordine, chiamati a mettere a rischio la propria vita per arginare un fenomeno che va gestito con l’inclusione, e che non c’è modo di governare con la repressione».
«Questo ennesimo suicidio dimostra la differenza tra un Governo capace di gestire le emergenze migratorie senza rinunciare ai diritti umani e alla cooperazione internazionale, come il Governo spagnolo del socialista Sanchez, che ha risolto la crisi di Ceuta in poche ore, e un Governo che strumentalizza i migranti e le forze dell’ordine per soffiare sulla paura sperando in qualche voto in più» conclude Di Geronimo. «Servono politiche diverse: superare la Bossi-Fini, mettere ordine nei flussi migratori con decreti-flussi ragionevoli e con una reale collaborazione europea costruita lavorando con Grecia e Spagna (altri principali Paesi di arrivo), spendere nell’accoglienza per togliere dalla strada e dai tuguri i lavoratori migranti, assicurare il rispetto dei diritti umani nel trattamento di chi entra in Italia. La sicurezza è inclusione: ormai è chiaro, chiudiamo i CPR e diamoci una politica migratoria credibile».

