FERRONE (PD): LA BASILICATA HA GIÀ DATO. IL NOSTRO FUTURO NON PUÒ ESSERE SEPOLTO SOTTO LE SCORIE»

11 Lug 2026 | Dai Territori

 

Una posizione netta contro l’ipotesi di localizzazione del deposito in Basilicata e un appello alla trasparenza, alla partecipazione delle comunità locali e alla costruzione di un modello di sviluppo fondato sulle reali potenzialità del territorio.

La mia posizione è chiara e non lascia spazio ad ambiguità: la Basilicata non può diventare la sede del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

Non è una posizione dettata dalla paura né da una contrarietà pregiudiziale. Nasce da una riflessione sul ruolo che questa terra ha svolto negli ultimi decenni e, soprattutto, sul diritto dei lucani di partecipare alle decisioni che riguardano il proprio futuro.

La Basilicata ha dato tanto all’Italia e continua a farlo. Contribuisce alla sicurezza energetica nazionale attraverso l’estrazione di petrolio, mette a disposizione le proprie risorse idriche e ospita importanti impianti per la produzione di energia.

Un contributo che va ben oltre il suo peso demografico e che, accanto ai benefici prodotti per il Paese, ha comportato costi ambientali, economici e sociali che le comunità lucane conoscono bene.

È quindi legittimo chiedersi: è giusto continuare a concentrare sullo stesso territorio scelte che comportano nuovi sacrifici?

La questione va oltre la semplice localizzazione del deposito nazionale. Riguarda un principio fondamentale: nessuna comunità dovrebbe essere considerata il luogo dove collocare ciò che altri non vogliono.

Quando si affrontano decisioni di questa portata servono trasparenza, dati scientifici, confronto pubblico e rispetto delle comunità locali. Non possono esserci scelte calate dall’alto o imposte senza un reale processo di informazione e partecipazione.

La Basilicata possiede un patrimonio ambientale straordinario, produzioni agricole di qualità, aree naturali uniche, un turismo in crescita e un tessuto di imprese che ogni giorno investe sul territorio. Sono queste le ricchezze da proteggere e valorizzare.

Il futuro della nostra regione non può essere costruito chiedendo ancora nuovi sacrifici.

Deve fondarsi su:

  • innovazione e ricerca;
  • energie rinnovabili;
  • valorizzazione delle risorse naturali e culturali;
  • infrastrutture moderne ed efficienti;
  • opportunità concrete per i giovani che scelgono di restare o di tornare nella propria terra.

Essere contrari alla localizzazione del deposito nazionale in Basilicata non significa sottrarsi a una responsabilità nazionale. Significa chiedere che ogni decisione sia fondata su criteri oggettivi, evidenze scientifiche, trasparenza e rispetto dei territori, senza trasformare alcune regioni in luoghi destinati ad accogliere sistematicamente gli oneri che altri rifiutano.

La Basilicata non chiede privilegi. Chiede equità.

Chiede che venga riconosciuto il contributo che ha dato e continua a dare al Paese e di poter costruire un percorso di sviluppo coerente con la propria identità, le proprie vocazioni e le proprie potenzialità.

Per questo continuerò a sostenere con convinzione una posizione netta: è il momento di investire sul futuro della Basilicata, non di gravarlo di nuovi pesi.

Il futuro dei lucani deve essere deciso con i lucani, non sopra le loro teste.

 

Carmine Ferrone (PD)

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