Il Consiglio regionale approva all’unanimità l’Odg a firma Lacorazza per il rafforzamento delle politiche regionali per la prevenzione, diagnosi e cura dell’endometriosi e il superamento delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari in Basilicata
L’organo legislativo regionale, riunitosi ieri, ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno a firma Lacorazza, nell’ambito dell’approvazione della legge di stabilità regionale per il 2026, volto al “rafforzamento delle politiche regionali per la prevenzione, diagnosi e cura dell’endometriosi e superamento delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari in Basilicata”.
Con l’Odg si impegna il Presidente e la Giunta regionale a garantire la piena attuazione e operatività del PDTA regionale per l’endometriosi, assicurandone l’applicazione uniforme su tutto il territorio e prevedendo specifici indicatori di monitoraggio e valutazione delle performance. Inoltre, l’atto punta a rafforzare la rete clinica regionale dedicata, attraverso l’individuazione formale e funzionale di centri di riferimento (hub) e nodi territoriali (spoke) e il potenziamento delle dotazioni organiche e tecnologiche.
Con il documento approvato dall’Aula si mira inoltre a promuovere la diagnosi precoce, mediante programmi strutturati di formazione continua per medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti, nonché campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte alle scuole e alla popolazione femminile. Tra gli ulteriori obiettivi vi è l’ampliamento dell’accesso alle prestazioni sanitarie, valutando, nei limiti delle competenze e delle risorse regionali, l’estensione delle esenzioni anche alle forme iniziali (stadi I e II) e l’integrazione delle prestazioni attualmente previste con ulteriori esami diagnostici e trattamenti terapeutici.
Si punta inoltre a garantire una presa in carico multidisciplinare, assicurando l’integrazione tra ginecologia, terapia del dolore, psicologia, nutrizione e altre specialità, nonché l’attivazione o il potenziamento di servizi di supporto psicologico dedicati. A ciò si aggiunge il sostegno alla tutela della fertilità, anche attraverso l’attivazione di percorsi regionali per la preservazione della fertilità nei casi clinicamente indicati e il coordinamento con il Centro di procreazione medicalmente assistita che dentro questo percorso assume rilevanza strategica.
Infine, si prevede l’impegno a istituire un sistema regionale di monitoraggio ed epidemiologia dell’endometriosi, finalizzato alla raccolta sistematica dei dati su incidenza, tempi di diagnosi, accesso ai servizi ed esiti clinici, e a promuovere, in sede di Conferenza Stato-Regioni, azioni per superare le attuali criticità normative, garantendo una revisione organica delle prestazioni incluse nei LEA per l’endometriosi e l’introduzione di una normativa nazionale che preveda il diritto al congedo lavorativo retribuito per le lavoratrici affette da endometriosi e adenomiosi, previo certificato medico.
La matrice del provvedimento parte dalla considerazione che l’endometriosi è una patologia cronica e spesso invalidante, sottostimata nei dati e caratterizzata da forti ritardi diagnostici, con rilevanti impatti sanitari e sociali. Nonostante il riconoscimento nei LEA e gli strumenti di programmazione nazionale, persistono limiti nella presa in carico, soprattutto nelle fasi iniziali e nell’organizzazione dei servizi. In Basilicata, in particolare, mancano reti cliniche e PDTA dedicati, con conseguenti difficoltà di accesso e disparità rispetto ad altre regioni. Si evidenzia quindi la necessità di rafforzare programmazione, coordinamento e modelli organizzativi per garantire cure tempestive, uniformi e integrate.
Sì dall’Aula a Odg Lacorazza su prevenzione e cura endometriosi
