Giusta transizione ecologica, Lacorazza: da che parte è la Regione?

3 Giu 2026 | PD Basilicata

Il Capogruppo del PD: questa Festa della Repubblica, che segna il primo voto alle donne, la vogliamo festeggiare nel solco della Costituzione e dello Sviluppo Sostenibile segnando idealmente il legame tra Madre Terra e Madri Costituenti
“È di questi giorni il tentativo di scippo del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) per intervenire su costi energetici che rischiano di determinare il collasso di imprese e famiglie. Annotazione: in Basilicata registriamo che 24 milioni del FSC sono già impegnati sull’avviso per impianti per le energie rinnovabili che non vanno né a sostegno delle imprese né per contrastare la povertà energetica di cui vi parlo più avanti. Nelle tante contraddizioni del governo Meloni che si appella all’Europa, prima bistrattata, poi strumentalizzata e ora invocata, si scorge il limite di una strategia energetica ed industriale. Nell’attesa che anche il Presidente Bardi si esprima sulle posizioni espresse dal Vicepresidente della Commissione Europea, Raffaele Fitto, sull’uso del FSC per alleggerire i conti della bolletta energetica, ci chiediamo se la Regione Basilicata, ed in particolare il Governo lucano, ha in testa una ‘magnifica umanità’ fondata anche su transizione ecologica e giustizia sociale”.
Lo dichiara il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che aggiunge:
“In Basilicata non c’è, e da tempo ne sosteniamo la necessità, una Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile nella tre indispensabili declinazioni definite nell’Agenda 2030: ambientale, sociale ed economica. L’abbiamo chiesta e stiamo combattendo per averla anche all’interno del più complessivo Piano Strategico Regionale, già in ritardo da due anni. Mettiamo due paletti. Il cambiamento climatico c’è e se non si fa nulla i problemi e costi umani aumenteranno. Nella tutela del paesaggio, a proposito di giusta transizione, e del patrimonio storico e artistico della Nazione…”, la Repubblica “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni…’ (art. 9 della Costituzione). L’eccessivo costo dell’energia abbassa il livello di competitività delle imprese e spinge più famiglie verso la povertà. ‘…La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali…'(art. 41 della Costituzione). Gli art. 9 e 41 della Costituzione ci parlano di Sviluppo Sostenibile ma sempre nel solco di una Repubblica fondata sul lavoro (art. 1) e che deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana (art. 3)”. Onoriamo con la Costituzione la Festa della Repubblica”.
“Il bonus gas – evidenzia Lacorazza – mai dato ad imprese ed enti locali, ha capovolto l’appello di Don Milani e facendo parti uguali tra diseguali aumenta l’ingiustizia. Si prendono soldi dall’attività estrattiva di un idrocarburo e si mettono indistintamente nelle tasche di ricchi e poveri. È una giusta transizione?Abbiamo proposto un chiaro indirizzo approvato all’unanimità in Consiglio regionale per rendere progressiva questa misura: dare meno a chi ha di più e reinvestire il risparmio, ad esempio, per rendere gratuita la mobilità per le studentesse e gli studenti. Il bando sul fotovoltaico della Regione Basilicata, finanziato per 24 milioni di euro proprio dal FSC che Fitto vorrebbe sottrarre alle Regioni, la cui seconda finestra si è aperta oggi, offre la possibilità alle famiglie, attraverso installatori, di investire sulle energie rinnovabili in base al principio della velocità, click day, e senza la certezza che si attivi davvero una filiera produttiva locale ma soprattutto in assenza di qualche forma o criteri selettivi per aiutare di più chi ha meno. È una transizione giusta? Abbiamo chiesto l’audizione in Terza commissione dell’assessore regionale Laura Mongiello”.
“Insomma – conclude Lacorazza – le politiche possono fare la differenza, una strategia complessiva può determinare le condizioni per ridurre le disuguaglianze e combattere la povertà energetica. Insisto, serve una strategia e non solo un singolo progetto o un bando per contrastare congiunturalmente la povertà energetica e la riduzione del costo delle energia per le imprese. A che punto siamo con le Comunità Energiche o con una organizzazione del lavoro, come lo Smart Working (c’è la legge regionale da noi proposta) che può contribuire a determinare una giusta e sostenibile transizione? Ne sentiamo tante di idee e leggiamo spesso comunicati come se lo sguardo sul cambio di direzione e di passo fosse condizionato più dalle schermaglie politiche, da post e like sui social, e non su una visione d’insieme e politica strutturali. Noi abbiamo avanzato proposte concrete da tempo. Se da una un lato le offriamo al dibattito reale senza pensare che siano le migliori dall’altro lato, tuttavia, pretendiamo che si apra un’altra stagione di politiche sistemiche e strutturali. Questa Festa della Repubblica, che segna il primo voto alle donne, la vogliamo festeggiare nel solco della Costituzione e dello Sviluppo Sostenibile segnando idealmente questi legami tra Madre Terra e Madri Costituenti”.

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