Lacorazza: si nomini il Centro monitoraggio appalti, istituito su nostra proposta. Presentate altre tre Pdl su salario minimo, dumping e sicurezza che se attuate darebbero maggior valore al Centro. Impegno anche per chi non ha il lavoro o soffre la crisi
“Con la Legge regionale 13 gennaio 2026, n.1, su nostra proposta, è stato istituito il Centro regionale di monitoraggio sugli appalti pubblici, costituito dalle organizzazioni più rappresentative del mondo economico e del lavoro, e coordinato dal Dirigente Generale della Direzione competente in materia di gestione degli appalti. È necessario ora che si proceda con le nomine, a cui in realtà la Giunta regionale avrebbe dovuto già provvedere entro trenta giorni dall’approvazione della norma, per dare piena operatività a un luogo istituzionale importante che ha il delicato compito di monitorare le procedure di gara relative ai contratti di appalto o di concessione aventi per oggetto l’acquisizione di servizi o di forniture, oltre all’esecuzione di opere e lavori, con particolare riguardo agli affidamenti ad alta intensità di manodopera, e posti in essere, in qualità di amministrazione aggiudicatrice o di ente committente, dalla Regione e dagli enti e organismi strumentali, ivi incluse le aziende sanitarie locali”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che aggiunge:
“Un ‘Centro’ che potrebbe assumere anche maggior valore ed efficacia se venissero approvate altre tre proposte di legge, che da tempo abbiamo depositate, e che attengono alla sicurezza sui luoghi di lavoro e alla giusta paga, premiando, in sede di gara, le imprese che investono in questi ambiti e applicano contratti con migliori retribuzioni per lavoratrici e lavoratori, e che in ogni caso non possano scendere sotto un salario minimo di 9 euro lorde all’ora. Un impegno concreto che segnaliamo per andare oltre le parole che accompagnano questo Primo Maggio.”
“Allo stesso tempo – prosegue Lacorazza – rimane il nostro sguardo e il nostro impegno su chi un lavoro non ce l’ha, o vive condizione precarie in un contesto di crisi e di transizioni industriali che stanno producendo una crescita di ricorso agli ammortizzatori sociali. La vicenda Stellantis e Indotto, la situazione del comparto del mobile imbottito, il settore energetico/estrattivo, così come altre ‘crisi’ e ‘riconversioni’ industriali, sono oggetto della nostra massima attenzione in una situazione nel quale il contesto economico segnala la necessità di un ‘patto sociale’ e/o di ‘vertenza Basilicata’ che metta al centro il lavoro”.
1° Maggio, Lacorazza: la Regione investa in sicurezza e giusta paga
