Renzi: “L’Italia ha bisogno di credibilità e serenità per crescere”

Una campagna elettorale senza odio, vissuta con equilibrio, ma con la consapevolezza che in ballo c’è il destino del Paese. Matteo Renzi, dopo i saluti dell’europarlamentare Simona Bonafè e del sindaco di Firenze Dario Nardella, ha aperto la sua campagna elettorale al teatro Aurora di Scandicci, giocando con molta ironia su quella che è la campagna elettorale più pesante degli ultimi decenni.


Ieri – ha osservato il segretario nazionale del Pd – è uscito un whatsapp dei 5 stelle in cui si invitava a guardare i candidati degli altri, cercando tutte le colpe, costruendo veri e propri dossier scandalistici. Gli altri vogliono una competizione di scontro e di odio, noi portiamo la nostra leggerezza

Facciamo una campagna elettorale senza parlare male degli altri – ha aggiunto – sappiamo sorridere, portiamo la nostra leggerezza e la nostra ironia a fronte di chi vuole buttare tutto sullo scontro, nelle offese, nelle calunnie. Dobbiamo portare la tranquillità nella campagna elettorale”, mentre “i candidati debbono tornare sul territorio, fare il porta a porta, parlare con le persone”.

La tranquillità di chi sa che ha lavorato per il bene dell’Italia e che molti risultati li ha già conseguiti. Non a caso il programma dei 100 punti è credibile, e accanto alle proposte per il futuro ci sono i risultati del presente.

Oltre alla credibilità, il programma Pd si caratterizza per lo sguardo aperto verso il futuro. Adesso che finalmente l’economia è ripartita, guardare al futuro è importante, e anche in questo caso c’è una visione completamente diversa tra il Pd e i suoi avversari.
Il candidato contro di noi, Bagnai, è il professore di economia che spiega le cose a Salvini. Dobbiamo avere grande rispetto per lui, fa un lavoro terribile” ha ironizzato Renzi, aggiungendo che è proprio Bagnai (in passato vicino ai 5Stelle) a dettare la linea no euro e sì ai dazi.
Se accettassimo la filosofia dei dazi e del no all’Europa e all’euro – ha dichiarato Renzi – alla fine il conto di questa scelta lo pagherebbe il pellettiere di Scandicci, lo pagherebbe l’imprenditore. Se noi scegliamo di chiuderci nel recinto, le aziende smettono di esportare, ci sarebbe un pezzo della nostra economia che andrebbe a gambe all’aria subito e decine di migliaia di lavoratori finirebbero col perdere il posto“.

Una terza peculiarità del programma PD è la visione universalitica. C’è chi fa programmi per pochi, proponendo una riduzione delle tasse che favorisce pochi ricchi; c’è chi agita slogan demagogici per molti, e c’è chi, come il Partito Democratico, avanza proposte che riguardano tutti.
Renzi lo evidenzia con grande calma, ma senza sconti per nessuno: “Quelli che urlano, gridano e dicono di governare bene – asserisce – ma poi hanno maiali in città a cercare rifiuti. Questo è successo nella Capitale“.

E prosegue: “Berlusconi dice che la flat tax aiuterà a combattere l’evasione: bene, se lui e Grillo aiutano a combattere l’evasione, è segno che i tempi cambiano per tutti, non possiamo che incoraggiare questo. Ma la flat tax è una fregatura: costa 100 miliardi, e per finanziarla si leva tutto quello è stato dato; alla fine il miliardario paga la stessa aliquota dell’operaio e a me sembra che tutto questo sia molto ingiusto“.

Insomma, il centrodestra vuole “tagliare le tasse a miliardari, noi alle famiglie. E Renzi ha spiegato come: “Lo facciamo con un progetto pure noioso, una proposta semplice semplice. Abbiamo fatto gli 80 euro a chi prende meno di 1500 euro netti al mese, e questa misura non distingue tra chi ha figli o no: la estendiamo a chi ha figli. In tutto il programma elettorale del Pd non troverete una sola promessa irrealizzabile, solo impegni concreti. Questo è noioso ma molto serio“.

Una quarta evidenza del programma dei democratici è la fedeltà all’Europa e al tempo stesso la necessità di cambiare questa Europa: il Pd crede nell’Europa e ci crede sempre, non come chi a giorni alterni promette di indire referendum sull’euro, mettendo a rischio i risparmi delle famiglie e il lavoro degli italiani, ma ha già dimostrato di volere un’Europa della crescita, non dell’austerity, delle opportunità, non del rigore assurdo, dei cittadini non degli eurocrati.
Ad esempio, non può essere l’Europa della solidarietà a senso unico: “Chi in Europa non accoglie il principio di solidarietà nei confronti dei migranti – ha ribadito Renzi – non avrà i soldi degli italiani“.
E l’Europa che il Pd ha nel cuore non è l’Europa di Bruxelles, intesa come capitale dei palazzi delle istituzioni, è l‘Europa delle “nostre colline – afferma Renzi- che hanno quel paesaggio unico che esprime un messaggio universale di bellezza, del patriottismo delle piccole comunità, perché senza questo non c’è Europa e non c’è ruolo dell’Europa nel mondo”.

Prima di chiudere Matteo lancia un allarme contro gli estremismi che rischiano di far precipitare verso il baratro il nostro Paese: “Mai come in questo momento – avverte – il centrodestra è in mano alle camice verdi e non ai moderati. Se votate per il centrodestra di Berlusconi, state votando per Salvini e gli estremisti“.