Martina: Sud tradito da Cinquestelle e Lega. Il PD lavori per recuperare i delusi

Intervista al segretario del PD Maurizio Martina, di Adolfo Pappalardo, su Il Mattino

«Assistiamo al tradimento del Sud di 5 Stelle e Lega. E nelle prossime settimane sarà ancora più evidente», spiega il segretario nazionale del Pd Maurizio Martina che rimane convinto come il grosso del lavoro da fare ora sia «recuperare gli elettori di centrosinistra che hanno votato i grillini e ne sono già delusi».

Per questo «io in testa sono pronto ad andare anche sulle spiagge del Mezzogiorno per raccontare i rischi e i fallimenti del governo», dice alla vigilia della segreteria nazionale del partito che si tiene oggi a Scampia.

Segretario perché questa tappa?

«E’ fondamentale per la ripartenza del partito dopo essere stati nei giorni scorsi Tor bella Monaca e lo Zen di Palermo. Siamo qui per ascoltare, imparare e ringraziare quelle realtà associative che lavorano in quartieri popolari complessi.

Dobbiamo capire meglio alcune realtà anche in vista del forum nazionale Pd per le periferie, grazie al quale vogliamo iniziare un impegno nuovo nelle realtà metropolitane. Perché è lì che occorre fare di più: dalla lotta alla povertà alla riqualificazione urbanistica passando per il tema cruciale del diritto alla casa».

Tenga presente che il 4 marzo a Scampia i grillini sono volati oltre il 65 per cento.

«Proprio per questo abbiamo il dovere di ascoltare un quartiere che ha segnato una distanza grande con noi. Ed è ancora più necessario andarci oggi perché la domanda di cambiamento è stata tradita».

Si riferisce ai grillini, immagino.

«Sì abbiamo di fronte il loro tradimento del Sud e penso che queste settimane l’abbiano ormai reso evidente. Basta pensare alla chimera del reddito di cittadinanza che si sta rivelando sempre di più un abbaglio».

L’ex premier Gentiloni è preoccupato e teme il peggio: per questo chiede un’alleanza tra Pd e moderati contro i sovranisti. È d’accordo?

«Le preoccupazioni di Paolo sono le mie. Quando assisti a un governo che mette in discussione i fondamentali, quando ancora in questi giorni si evocano uscite dall’euro, quando i passi della maggioranza sono di distruzione, è giusto lanciare un segnale di grande allarme. Ed è sacrosanto lavorare per allargare l’impegno per un progetto di alternativa che raccolga tutte le energie democratiche e progressiste contro questo declino e degenerazione. Declino che pagano gli italiani».

Si riferisce al decreto Dignità?

«Non lo chiamerò mai così. È solo il decreto del vicepremier che ha armato un provvedimento propagandistico per arginare la comunicazione di Salvini. Ma con effetti devastanti, come denunciano tante imprese per i costi maggiorati e tanti lavoratori che rischiano di perdere il lavoro per queste nuove norme. Al Sud inoltre si rischia il blocco degli investimenti e non possiamo non preoccuparci. Per questo siamo pronti persino ad andare su alcune spiagge del Sud, in pieno agosto, per denunciare il tradimento del Sud attuato dai 5Stelle. E si parte dal Sud dove la sconfitta è stata più pesante».

Come mai? Colpa delle classi dirigenti democratici del Mezzogiorno?

«Gli elettori ci hanno vissuto come distanti e distanti lo siamo stati davvero. Io rivendico alcune politiche come Resto al Sud ma deve esserci un’analisi sincera per riconoscere i limiti della nostra iniziativa. Limiti di progetto, di persone e di idee. Ora vorrei che il Pd del Mezzogiorno diventasse la più importante palestra del partito nazionale per una nuova giovane classe dirigente».

A dir la verità abbiamo assistito ad una nuova classe dirigente selezionata solo per cooptazione.

«So che si deve fare di più e meglio. Ogni giorno mi capita la fortuna di incrociare ragazzi che non si arrendono: dobbiamo dargli uno spazio vero d’iniziativa, non fargli trovare porte sbarrate».

Non è che siete molto attraenti: nel momento di massimo declino il Pd discute solo di congresso.

«Per spezzare questo racconto andiamo anche a Scampia per andare oltre certe discussioni preferisco mobilitare il nostro impegno anche sulle spiagge. Il Pd deve cambiare, fare meglio e deve buttarsi corpo a corpo nel paese reale: per offrire un’alternativa a partire da chi ha più bisogno. Discutiamo anche con chi ci critica: è fondamentale per ripartire».

Tornando all’opposizione al governo, lei crede che Pd e Forza Italia in commissione di Vigilanza si alleino contro la nomina del nuovo presidente Rai?

«È scandaloso il modo con cui Lega e 5 Stelle hanno lottizzato i vertici Rai soprattutto nella figura del presidente: completamente inadeguato per le funzioni che deve avere. Io spero che tutte le opposizioni respingano la nomina». È un appello ad Fi? «Spero confermino il giudizio dato in queste ore e respingano questo tentativo maldestro che rivela tutta l’ambiguità dei grillini che predicano bene e razzolano male attuando la peggiore lottizzazione. Anche la peggiore Prima Repubblica era capace di produrre scelte all’altezza…».

Eppure, deve riconoscerlo, la percezione di un fallimento di questo governo non c’è, se gli indici di gradimento risultano ancora oggi altissimi.

«Siamo ancora in un tempo di luna di miele e so bene che la loro attività di propaganda ha una forza inedita rispetto alle stagioni passate. Ma l’autunno segnerà la rottura di questa luna di miele perché arriveranno al pettine i nodi di scelte economiche difficili. Non si farà il reddito di cittadinanza, dovranno spiegare perché e si misureranno tutti i limiti di un cambiamento che non c’è o rischia di essere dannoso».

Nel frattempo hanno diffuso la presa dell’Airbus acquistato dal governo Renzi come fosse l’espugnato palazzo d’Inverno.

«Una vergogna promossa da alcuni ministri degna di una repubblica delle banane. In nessun paese civile si organizza una cosa del genere per un mezzo di servizio pensato per istituzioni e imprese. Mi vergogno della sceneggiata usata da Di Maio solo per becera propaganda e spostare altrove l’attenzione. Di Maio e Toninelli andassero a lavorare invece. Il primo non risolve il nodo dell’Ilva e domani (oggi, ndr) ha convocato una riunione da teatro con la bellezza di 62 sigle, l’altro annuncia il blocco della Tav Torino-Lione rischiando di far pagare oltre 2 miliardi di penali e far perdere all’Italia4mila posti di lavoro».

Eppure voi avevate l’occasione di scendere a patti con i grillini magari dialogando con l’ala più distante dalla Lega. Pentito di non averlo fatto?

«Si sarebbe trattato di un tentativo quasi impossibile per la natura delle posizioni che loro esprimono. Ora occorre invece continuare a lavorare per un dialogo con i tanti elettori di centrosinistra che hanno dato fiducia a quel movimento e ora si sentono traditi: lì c’è uno spazio per recuperare. Non hanno ancora cambiato orientamento, ma lo faranno».

Spera in un rientro anche di Leu?

«Non è un lavoro da prendere dall’alto, bisogna ripartire dalla società e costruire un progetto largo dove tutte le culture possano partecipare».

Nel Mezzogiorno avete una pattuglia di governatori pd ma i rapporti non sono ottimi. Emiliano ma anche De Luca sferrano in continuazione critiche contro il suo partito.

«Dobbiamo lavorare insieme e guardare in faccia la rottura del 4 marzo. Serve un lavoro di squadra e un lavoro nuovo. Si può fare».