Delrio: Conte, i nostri nemici non sono Parigi o Berlino

Intervista a Graziano Delrio di Francesca Paci – La Stampa

Per l`ex ministro dei trasporti Graziano Delrio il rischio di una dissoluzione dell`Europa è molto forte e l`immigrazione potrebbe esserne la chiave.

Che impressione ha a caldo di questo pre-vertice?

«È stato un fallimento a causa dei Paesi governati dalle destre che non risolvono i problemi ma li gridano. L`Italia ha fatto bene a riproporre la posizione del 2017, i punti presentati da Conte sono quelli. Ma senza un asse con Francia, Germania, Spagna, siamo deboli: ci siamo isolati con una polemica inutile su un`emergenza che non c`è. Di questo passo rischiamo la dissoluzione dell`Europa che è poi il piano di queste destre».

Se il vertice del 28 giugno si risolvesse con un nulla di fatto cosa succederebbe?

«È facile che non produca nulla e avvii invece quella demolizione dell`Europa di cui parlavo. L`Europa, la più grande democrazia del mondo, ha tanti difetti ma non ha impedito lo sviluppo dell`Italia, lo ha aiutato. Le destre sono la causa del problema e non la soluzione. Il superamento di Dublino chiesto da Conte è stato già votato dal Parlamento Ue nel 2017 ma non è stato ratificato dagli amici di Salvini, il gruppo di Visegrad. I nostri nemici non sono a Parigi o Berlino».

Ci sono due navi ferme nel Mediterraneo, fino a dove possiamo spingerci su questa strada? Quando Minniti minacciò la chiusura dei porti fu lei ad opporsi.

«Il problema dell`immigrazione si risolve a terra e non in mare. Gli sbarchi sono calati perché a terra, in Libia, si è costruito un sistema di controllo fatto di relazioni, diplomazia, rafforzamento delle pratiche di accertamento dello status dei migranti e ricollocamenti. Certi Paesi non hanno voluto la loro quota ed è ovvio che se salta la ratifica nessuno rispetta più i patti, neppure la Francia. Ora bisognerebbe spingere per sanzionare chi si sottrae ai ricollocamenti»

E la nave al largo di Pozzallo?

«È una situazione assurda, quel fermo è illegittimo, presenterò un`interrogazione urgente nelle prossime ore. Lo stesso Toninelli ha detto che i porti non sono chiusi e allora che fa quel mercantile 4 miglia fuori dalla rada di Pozzallo? Dovrebbe anche lavorare. Vedo solo un`umiliazione inutile dei migranti a bordo. I mercantili sono obbligati per legge a soccorrere in mare, prima delle Ong erano loro ad intervenire nel 50% dei casi. Se li penalizziamo avremo un duplice danno perché comin- ceranno a ritenerci un Paese inaffidabile».

Non assistiamo allo strascico della colpevolizzazione delle Ong iniziata con Minniti?

«Nessuno voleva criminalizzare i volontari, noi dovevamo rispondere a una pressione fortissima di 160 mila arrivi, ora ne arrivano 15 mila. Oggi è diverso, si dice che le Ong collaborano con gli scafisti ed è una bugia vergognosa».

Oggi Salvini andrà in Libia, cosa dovrebbe fare?

«Sarebbe bene che portasse avanti le proposte del governo precedente, avevamo già avviato un percorso per i cui i centri di identificazione fossero supervisionati da Oim e Unhcr».

La Guardia Costiera smetterà di salvare vite in mare?

«In questi anni la Guardia Costiera è stata l`orgoglio dell`Italia, va ringraziata. Se leggo il comunicato di ieri non riesco a credere che si disinteresserà del Mediterraneo, sarebbe molto triste».