PD, ripartiamo dall’Italia

“Napoli, Amatrice, Milano. Sono le tappe che farò a partire dalle prossime ore e nei prossimi giorni. Dal sud al nord, passando ancora per le terre colpite dal sisma”. Maurizio Martina, segretario reggente del PD.

“Napoli, Amatrice, Milano. Sono le tappe che farò a partire dalle prossime ore e nei prossimi giorni. Dal sud al nord, passando ancora per le terre colpite dal sisma. Domani a Napoli nel quartiere di Secondigliano a visitare una realtà sociale e solidale importante della città che lavora tutti giorni al contrasto della povertà.

PD: Paralisi inaccettabile per il Paese, altro che cambiamento

“Se non ce la fanno a mettersi d’accordo, Lega e M5S dismettano questa campagna elettorale permanente, perché rimane sul tavolo uno scenario di grande incertezza che il Paese non si può permettere”.
 
Lo ha detto al Nazareno il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, nel corso di una conferenza stampa sulla situazione politica insieme ai capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci.
 

Opposizione a condoni e Flat tax

 
“Ci predisporremo alla battaglia in Parlamento per fare in modo che queste politiche non passino, come quelle sui condoni e la Flat tax”.
 
“Noi sentivamo il dovere di fare un punto con voi sulla situazione politica. Siamo di fronte a un balletto di dichiarazioni e di responsabilità non ancora chiare che ci preoccupa molto. Siamo di fronte a una inaccettabile paralisi per l’Italia e a una difficoltà politica evidente di chi ci a raccontato che tutto si sarebbe fatto in modo veloce e facile”.
 

Il Parlamento inizi a lavorare

 
Le commissioni permanenti entrino in attività: chiediamo al presidente della Camera di farle partire. Forza Italia è d’accordo con noi. C’è la possibilità del Parlamento di lavorare seriamente“.
 
“Abbiamo proposto che si formi una nuova commissione speciale per le emergenze sociali che si occupi di estensione del reddito di cittadinanza e di assegno per le famiglie con figli”.
 
“Abbiamo individuato il campo sociale come il primo da cui partire con le nostre proposte in Parlamento. C’è la possibilità di rifinanziare il reddito di inclusione immediatamente, dalla prossima Finanziaria”.
 
Così Graziano Delrio spiega le prime proposte presentate in Parlamento dal PD per avviare la nuova legislatura, senza ulteriori ritardi dovuti alle trattative per il nuovo governo Lega – M5S.
 

Costituire le Commissioni parlamentari permanenti

 
“Oggettivamente questo quadro parlamentare non è più accettabile. Noi al Senato proporremo con forza di costituire le commissioni permanenti, di eleggere gli uffici di presidenza, e di cominciare a lavorare“.
 
Lo dice il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci, E con il capogruppo alla Camera Graziano Delrio, annuncia che sarà presentata richiesta ai presidenti delle Camere nella prossima conferenza dei capigruppo.
 
“Noi – aggiunge – non ci stiamo. Vogliamo cominciare a lavorare in Parlamento e vogliamo farlo con gli strumenti che ci sono dati. Il tempo gioca contro l’interesse della nostra comunità nazionale. È ora di dire basta e che ciascuno si assuma le sue responsabilità“, aggiunge.
 

Già presentate oltre 80 proposte di legge dal PD

 
“Tutto è bloccato grazie alla loro incapacità di rispondere alle esigenze di un paese che oggi ha bisogno di un governo e di risposte”, sottolinea Marcucci. “Noi le nostre proposte, anche a supporto di economia e occupazione, le stiamo portando avanti: abbiamo presentato oltre 80 proposte di legge in queste settimane

il video della conferenza

Delrio: “Ora fermiamo la minaccia populista e basta liti nel Pd”

«Sono due le parole chiave: “fermiamoli”, perché questo governo farà del male alla gente, alle imprese, a questo povero paese. La partenza è pessima, con un rischio di incostituzionalità nelle proposte di Lega e M5S. Ma l’altra è “fermiamoci” perché questo cupio dissolvi del Pd è segno di una comunità che ha perso la rotta e il senso dello stare insieme». Graziano Delrio, ex ministro delle Infrastrutture, ora capogruppo dem alla Camera, lancia un doppio allarme.
 

Delrio, in definitiva cosa la spaventa di più del governo grillo-leghista?

 
«Soprattutto che si disperderanno i sacrifici di credibilità interna e internazionale conquistati in questi anni. Anzi questa credibilità si è già erosa».
 

Pensa alle critiche che vengono dall’Europa?

 
«Vorrei fare un appello ai leader europei a non continuare ad attaccare. Salvini e Di Maio usano questo come alibi. Il leit motiv dei populisti è “siamo accerchiati” da un’Europa cattiva. Vogliono apparire vittime, vanno invece messi davanti alle loro responsabilità».
 

Voi Dem ora criticate con tanta veemenza, ma non avete fatto nulla per contrastare la nascita di questo governo, avete preferito l’Aventino.

 
«La saldatura tra queste due forze c’era già stata prima delle elezioni. Il Pd da parte sua ha preso atto delle proprie differenze con i grillini. Quello grillo-leghista è un patto di potere, in cui i cittadini non non c’entrano nulla. Lavoreremo per far cambiare idea agli italiani.
 

Italiani che, secondo Salvini, prendono psicofarmaci per la sofferenza sociale di cui i governi di centrosinistra sono colpevoli.

 
«Siamo alle comiche, è ridicolo e come sempre poco rispettoso delle sofferenze della gente. La usa per scopi di propaganda. Non ha mai governato nemmeno un condominio. Non sa di cosa parla. In attesa che facciano crollare l’uso degli psicofarmaci, hanno fatto aumentare il costo del denaro per famiglie e imprese».
 

Da ex ministro delle Infrastrutture, il suo piano sta per essere smantellato?

 
«Alcune cose sono copiate: la revisione progettuale delle opere su cui dicono di volere agire per sapere se sono utili, è stata la nostra filosofia. In questo modo noi abbiamo revisionato progetti, anche la Torino-Lione, riducendo costi per diverse decine di miliardi».
 

Perché lei è contrario allo stop della Tav che pure ha molte criticità?

 
«Così isoleranno il nostro paese dal traffico di merci europeo e perderanno occasioni i nostri porti. Le merci trasportate verso la Francia procedono al 99% su gomma, noi dovevamo togliere i camion dalle strade. La scelta di fermare la Tav è anti ecologica e anti economica. Piuttosto spendano i 130 miliardi di opere che abbiamo lasciato in eredità».
 

In tutto ciò, in Valle d’Aosta il Pd non prende neppure un consigliere.

 
«I risultati valdostani sono influenzati dalla forte presenza di liste autonomiste»
 

L’Assemblea dem sabato si è lacerata con risse tra i pro Renzi, l’ex segretario, e i pro Martina, il reggente. Il Pd è un partito in via di estinzione?

 
«È molto facile pensare di fare il processo a Renzi e avere così risolto la questione della sinistra in Europa. Rispetto ai proclami dei populisti noi dem dobbiamo essere ancora più radicali nelle proposte e non perdere tempo a parlare di Renzi e delle minoranze interne. Radicali nell’europeismo, nella lotta alle disuguaglianze. Le cose non si risolvono con un po’ di tifo, ma con pensiero e fatica».
 

Neppure però rinviando?

 
«L’Assemblea nazionale di sabato 19 maggio doveva essere un confronto sulla nuova sfida con la destra e fissare il congresso entro l’anno. Il problema non è Martina sì o no, ma la nostra identità. Se c’è stata una sconnessione con i cittadini, dobbiamo recuperare ma non dando la colpa solo a chi ha guidato il Pd. Che allora sarebbe da condividere tra tutti noi che come ministri ne siamo stati la “faccia”. Io mi prendo le mie colpe».
 

Ma il Pd per contrastare i populismi deve andare verso un polo dei responsabili magari con Berlusconi o provare a ricostruire il centrosinistra?

 
«Dobbiamo essere coerenti. Noi siamo alternativi al centrodestra di Berlusconi che è a rimorchio della Lega e neppure lui ha capito quale demone si nascondeva. Nessuno pensa di fare progetti con Forza Italia, è un’accusa ridicola».
 

Lei si candida alle primarie?

 
«No, non mi candiderò. Sono felice che ci possa essere presto il congressodem. Quando avremo definito come combattere il populismo, le nostre radici, allora troveremo la persona».
 

La stagione di Renzi nel Pd è finita?

 
«Renzi ha dato dimissioni irrevocabili. Penso abbia fatto un ottimo lavoro da premier e mi auguro dia il suo contributo nel partito».


Assemblea nazionale 19 maggio 2018

Il Presidente Matteo Orfini ha convocato l’Assemblea nazionale sabato 19 maggio 2018 a Roma, presso l’Ergife Palace Hotel in via Aurelia, 619.

Ordine del giorno

I lavori dell’Assemblea nazionale avrà il seguente ordine del giorno:

  • dimissioni del Segretario nazionale;
  • adempimenti conseguenti alle dimissioni del Segretario nazionale di cui all’art. 3 comma 2 dello Statuto del Partito Democratico.

 

Accrediti e inizio lavori

Sarà possibile accreditarsi dalle ore 9.00, i lavori avranno inizio dalle ore 10.30.
 

nota logistica e come arrivare

Leggi la nota logistica Assemblea nazionale del 19 maggio 2018 – Roma, Ergife Palace Hotel
 

Calenda: “Basta liti, dobbiamo ricreare la nostra forza”

Abbiamo perso la rappresentanza perché abbiamo ignorato le paure.
Intervista a Carlo Calenda di Giovanna Casadio su La Repubblica

Ministro Carlo Calenda, in risposta a un follower che le chiedeva su Twitter se la mobilitazione per l’Italia potesse partire dal Pd, lei ha risposto «non più». Perché?

«Perché le cose che si sono viste nell’Assemblea di sabato non hanno nulla a che fare con un grande partito progressista che ha governato bene l’Italia per una legislatura. Cose indecorose per come è la situazione nel Paese».

Bettini: “Credo che gli italiani si siano accorti dell’incapacità dei vincitori a governare”

Giovane ingraiano nel Pci e poi dirigente di tutti i partiti eredi di quella storia. Deus ex machina dell’ascesa di molti leader politici, da Veltroni a Zingaretti. Oggi Goffredo Bettini è europarlamentare del Pd, pensa che sia stato un errore non accettare il confronto con il M5S. E qualche idea per resuscitare il suo partito dopo la sconfitta elettorale ce l’ha. Per esempio che «c’è bisogno di una fortissima discontinuità col passato» (leggi Renzi e il renzismo), e che «l’uomo giusto per presentarsi alle elezioni è Gentiloni. Come candidatopremier e come federatone del centrosinistra, magari in una lista che vada oltre il Pd».