Costa: Con i rom servono patti, non atti di forza

Intervista all’europarlamentare Pd che propone un percorso concordato: “Il paradosso è che la giunta Raggi è partita con annunci di sgombero dei campi, accanendosi contro l`insediamento più piccolo e ordinato della Capitale, dove il 90% dei bambini va a scuola”, di Alessia Guerrieri, Avvenire

Con loro va stretto un patto, non cacciarli senza soluzioni alternative. «Se questo è il nuovo modo di governare sono inorridita». L`europarlamentare Silvia Costa (Pd) non usa mezzi termini per commentare lo sgombero di alcune famiglie rom nell`insediamento Camping River di Roma, dove da anni segue «una coppia, che ha avuto dieci giorni fa l`ultimo bambino. Il papà cerca di lavorare, precariamente ma in modo legale, e la mamma manda tutti i figli a scuola, anche se vivono in povertà».

Come si può superare i campi, secondo lei?
Questa vicenda si trascina da mesi nella totale incapacità del Comune di avere una corretta interlocuzione con la comunità e le associazioni che rappresentano le persone che vivono nei campi. Tra l`altro dopo una delibera che prevedeva ben altre modalità. Chiarisco una cosa, da parlamentare Ue: sono convinta che l`Italia sia in ritardo nella strutturazione di un quadro che monitori la situazione dei campi rom per capire davvero i bisogni di queste persone, come aveva iniziato a fare l`ex assessore Francesca Danese per definire un patto con loro. Bisogna andare oltre i campi, in cui vivono rom e sinti che sono nati qui e in maggioranza con permessi di soggiorno. Hanno diritto ad avere delle soluzioni abitative diverse, chiedendo in cambio impegno per la scolarizzazione dei bambini e rispetto delle regole convivenza, alla base appunto della delibera che l`assessore Danese aveva predisposto dopo un percorso di otto mesi di dialogo con loro.

E ora, invece?
Il paradosso adesso è che la giunta Raggi è partita con annunci di sgombero dei campi, accanendosi tra l`altro contro l`insediamento più piccolo e ordinato della Capitale, dove il 90% dei bambini va a scuola e c`è una situazione assistenziale migliore. Il contratto che voleva proporre loro il Campidoglio era un ricatto: poche migliaia di euro per tre anni per cercarsi da soli appartamenti in affitto, firmando per abbandonare il campo, senza nessuna forma di garanzia del Comune presso terzi né assistenza sociale e sanitaria. Gli hanno offerto di dividerli e loro hanno rifiutato. Oggi, davanti a guerra annunciata, è assurdo non capire che, da soli, a loro nessuno affitta una casa, non viene previsto nessun aiuto per le famiglie più fragili o case popolari. In più, prima del previsto si è cominciatala chiusura di tutti i moduli abitativi, lasciando le persone senza riparo, dando come unica offerta emergenziale la separazione familiare, esattamente come fa Trump. Se questo è il nuovo modo di governare sono inorridita, ci sono gli estremi per fare ricorso per violazione dei diritti umani.

Cosa si augura adesso?
Mi auguro che ci sia comprensione da parte delle forze politiche e sociali, che non si creino presupposti per una battaglia tra poveri, che poteva essere evitata. Spero poi che il gruppo Pd in Campidoglio faccia sentire la sua voce per una soluzione diversa. A Raggi chiedo invece cosa intende fare per le famiglie con bambini e a Di Maio titolare anche del ministero perle Politiche sociali- se questa è la linea del nuovo governo, perché ricorda più Trump che il welfare europeo.

Delrio: L’alleanza con le destre europee danneggia l’Italia

Intervista a Graziano Delrio di Roberta D’Angelo – Avvenire

«È un invito a fermare la campagna elettorale fatta di spot e a entrare nel vivo dei problemi, l`offerta di un`esperienza di anni di governo a un esecutivo di neofiti quella che arriva da Graziano Delrio. Il capogruppo del Pd alla Camera appare preoccupato della cascata di proclami che si abbatte ogni giorno sul Paese».

Sull`immigrazione la linea dura di Salvini non sta pagando?

«No, la linea dura di Salvini sta facendo pagare il prezzo agli italiani, perché l`Italia si sta isolando, si sta mettendo dalla parte di quelle destre europee che hanno fatto fallire le vere riforme del regolamento di Dublino , che era stato già approvato, e la riforma di Juncker. Quel blocco di Paesi che ragionano come Salvini (Ungheria, Slovacchia), non accettando la ridistribuzione degli immigrati, ha causato la situazione attuale. Salvini è la causa, non la soluzione dei problemi».

L`Italia però è stata lasciata sola…

«Ma Francia e Germania non sono nemiche: avevano portato alla fine anche i grandi partiti popolari presenti in Europa a sostenere questa riforma… ».

Conte ha carte da giocare domenica?

«Credo che Conte debba convincere l`Europa a rendere obbligatorie le quote, pena la perdita dei finanziamenti. Una cosa sempre detta. Bisogna che Salvini convinca i suoi amici nazionalisti a far parte di questo progetto. Il nemico della soluzione dell`immigrazione non sono i buonisti, ma quelli che fanno i padroni in casa loro. Nessuno mette in dubbio che serve un`immigrazione programmata, e la guerra agli scafisti. Ma invece di seguire una via già tracciata stiamo discutendo di cose irrealistiche. Non chiuderanno nessun accordo».

Come gli hotspot?

«Gli hotspot la Tunisia non li accetterà mai. È una proposta vecchia, già bocciata perché irrealizzabile».

Salvini punta il dito sulle Ong.

«Ad oggi non c`è nessuna dimostrazione dei fatti contestati. Lo dico da ex responsabile dei soccorsi in mare: noi abbiamo salvato più di mezzo milione di persone. Ma quando non erano coinvolte le Ong, in presenza di una chiamata eravamo obbligati a deviare i mercantili. Le Ong non hanno fatto altro che sostituirsi ai mercantili, limitando un danno economico enorme. Quindi tutta questa criminalizzazione è una chiacchiera violenta, che semina odio e pregiudizio, senza nessun fondamento».

Quelle sul censimento dei Rom sono chiacchiere?

«È un`altra polemica che serve a distogliere dai problemi dell`Italia, che sono il lavoro e la sicurezza nelle nostre città. Il ministro dell`Interno fa finta di occuparsi dei rom, ma poi questo censimento non si farà. Piuttosto dentro al contratto di programma c`è una cosa gravissima: la prima legge razziale dopo 80 anni. Nessuno gli ha dato risalto, ma togliere la patria potestà ai rom se non mandano i figli a scuola è introdurre un criterio etnico per una decisione che dovrebbe allora essere valida per tutti. Ho chiesto a Conte, quando è stato incaricato, di toglierla».

La risposta?

«La risposta è stata il silenzio. Fa parte di questa politica degli annunci».

Come la flat fax, che parte dalle imprese?

«Per le imprese esiste già, è stata fatta da noi e anche abbassata. Attendiamo quella promessa da loro per combatterla, perché è una enorme ingiustizia, visto che abbassa le tasse ai ricchi. Ma per ora siamo solo alle promesse. Non c`è un atto che possiamo esaminare. C`è invece un atto depositato da noi… ».

Quale?

«Riguarda l`estensione del reddito di inclusione, con cui si può cancellare la povertà in Italia entro pochi mesi, visto che la misura è già in vigore da tempo. Bastano poche risorse in questo bilancio che verrà per raggiungere tutti i 5 milioni di persone nel bisogno. È una misura semplice, immediatamente eseguibile».

Ma l`obiettivo del governo è il reddito di cittadinanza…

«Quello fa parte ancora degli annunci, dicono che lo faranno dopo i centri per l`impiego. Noi siamo disponibili a esaminare tutte le misure che vanno incontro ai bisogni dei cittadini perché questo sviluppo, che pure ha generato un “segno più” per il Pil, ha generato anche dei meno sull`uguaglianza. Quindi va ripensato. Ma intanto che mettono in piedi il loro programma, si completino le misure già in atto».

Come?

«La prossima settimana presenteremo l`assegno universale per i figli. Abbiamo fatto tanti bonus interessanti. Ora potremmo assorbire in un unico assegno tutti i bonus e una dote unica per l`acquisto dei servizi per chi ha figli a carico. In un Paese che si sta incattivendo e non fa figli, serve il sostegno dello Stato».

Un rilancio contro la crisi demografica?

«Sì perché si ispira alle politiche nord europee dove si è avuta una inversione di tendenza per figli pro-capite. Chiediamo alla maggioranza che ha tempi lunghi per organizzarsi, non avendo esperienza di governo, di approvarlo anche prendendosi il merito. Sono misure già studiate e che in pochi mesi si possono inserire nella legge di bilancio. Sono state rielaborate e rafforzate dopo un confronto con associazioni e famiglie».

Con il condono non si rischia di vanificare la rottamazione?

«Credo di sì. La gente che aveva aderito alla proposta di non pagare gli interessi, con queste premesse potrebbe smettere di pagare».

Sulla Tav il governo smonterà il suo lavoro?

«L’Altavelocità è un motore dello sviluppo. È un modello che ha in mente un`idea di Europa più connessa, non di un`Europa delle frontiere. L`Europa è un`occasione di sviluppo. La revisione progettuale delle opere è già stata fatta. Potrebbe essere utilizzata. Ma se non si ha in mente un progetto di Europa è difficile fare delle scelte giuste».

Il Pd si sta attrezzando a fare opposizione?

«Il Pd è il secondo partito italiano, anche se sconfitto. Non ci interessano le polemiche. Stiamo aprendo un percorso di riflessione: le disuguaglianze sono il vero pericolo da combattere. Abbiamo tanti amministratori, energie giovani da cui ripartire. Sono ottimista. Siamo vivi».

 

De Filippo capogruppo Pd Commissione Affari sociali

 BAS “E con grande orgoglio che comunico di essere stato eletto capogruppo del Partito democratico della Commissione Affari sociali alla Camera dei deputati”. E’ quanto dichiara il deputato del Pd, Vito De Filippo che spiega: “E’ un incarico che svolgerò nella piena consapevolezza della delicata fase politica che ci vede come Pd all’opposizione di questo governo nazionale guidato dai 5 Stelle e dalla Lega”. E ancora aggiunge De Filippo: “Sono stato per circa tre anni sottosegretario al Ministero alla salute con la Lorenzin nel governo nazionale guidato da Matteo Renzi. Accolgo la scelta dei miei colleghi deputati del Pd anche come un atto di stima per il lavoro svolto in quel ruolo”.

“Nella Commissione Affari sociali – conclude il deputato del Pd - passeranno temi decisivi come quello della sanità, delle politiche sociali e del reddito di cittadinanza. Io porterò con grande impegno la posizione del Partito democratico su questi temi che non solo strettamente politici ma riguardano la salute, il benessere e il futuro del nostro Paese e dei cittadini italiani”.

Padoan: Su debito e crescita il nuovo ministro la pensa come me

L’ex responsabile del Tesoro apprezza l’intenzione del suo successore di voler mantenere alcune scelte del precedente governo. Intervista di Paolo Baroni – La Stampa

Trovo molte cose condivisibili in quello che ha detto Tria, sia alla Camera che ieri alla Guardia di Finanza. Ha usato esplicitamente il termine “continuità” e questo per me è sicuramente un fatto positivo«, sostiene Pier Carlo Padoan.
«L’aspetto fondamentale è la necessità di mantenere e continuare un quadro di consolidamento del bilancio, che è fondamentale per un paese ad alto debito. Come anche la necessità di sostenere la crescita» spiega l’ex ministro dell’Economia. Che mette in guardia dal rischio di uscire dal percorso di aggiustamento dei conti.