Boschi: L’esecutivo? La luna di miele finirà con la legge di bilancio

Intervista a Maria Elena Boschi di Maria Teresa Meli – Corriere della Sera

«Negli ultimi quaranta giorni ci sono stati molti, troppi, episodi di violenza contro gli immigrati. Immaginiamo che cosa sarebbe successo a parti rovesciate: se ci fossero stati episodi di violenza di immigrati nei confronti di italiani. Che avrebbe detto Salvini? Io non credo che si possa derubricare il tutto a un uovo in faccia, come fa Grillo. Il punto è il gesto in sé ed è un gesto che ha una matrice di carattere razzista».

Maria Elena Boschi parla a tutto campo. Ora che si è sgravata dal peso del ruolo di governo, mostra di nuovo il suo carattere battagliero.

Sta accusando Salvini per questa recrudescenza di razzismo?

«Non voglio dire che è colpa di Salvini. Però la sua retorica e la campagna elettorale permanente che sta portando avanti non aiutano a creare un clima più sereno nel Paese. E chiaro che se il ministro dell’Interno usa quei toni, qualsiasi cittadino si sente legittimato a usare certe parole d’ordine e poi accade che qualcuno vada oltre. Non si può fare finta di nulla. Ora il primo a essere considerato diverso è chi ha un colore della pelle differente, dopo potrà diventare un bersaglio anche chi ha un determinato orientamento sessuale».

Però Lega e M5S aumentano i loro consensi.

«Sono in luna di miele con il Paese. Succede sempre all’inizio di un’esperienza di governo, però sono fasi che si esauriscono. Quando si arriverà a discutere di legge di bilancio agli italiani interesserà sapere se pagano le stesse tasse e se avranno il reddito di cittadinanza. E la luna di miele finirà».

A meno che il governo non faccia ciò che ha promesso

«Non sarà così. E paradossale che oggi in Commissione bilancio Forza Italia abbia presentato lo stesso testo sul reddito di cittadinanza presentato la legislatura scorsa dai grillini e che la sottosegretaria Castelli, dei M5S, abbia dato parere negativo perché privo di coperture».

Salvini, però, sembra ottenere quel che vuole.

«Salvini si sta facendo bello con i dati di Minniti. Ed è bravissimo a creare una distrazione collettiva: prende in ostaggio una nave con le persone a bordo, mettendole a rischio, ma intanto nel resto dei porti le barche continuano ad arrivare».

Lei critica il governo anche per la scarsa attenzione al tema del femminicidio.

«Già, non se ne parla più, ma questo purtroppo non vuol dire che non ci siano più fenomeni di violenza nei confronti delle donne. Credo che sia importante tenere sempre accesi i riflettori».

A proposito di donne, in questo governo sono poche.

«Solo cinque su diciassette ministri, di cui tre senza portafoglio. E ai vertici delle partecipate, che sia la Rai o altro, niente donne».

Anche il Pd ai vertici ha solo maschi. Una segretaria donna è impossibile?

«Vedremo. Mai dire mai. Ma da noi non c’è un’investitura divina come nei M5S, da noi scelgono gli elettori».

Chissà quando sceglieranno…

«Noi un congresso lo dobbiamo fare sul serio. Martina guida il partito perché era il vicesegretario, l’assemblea ha fatto una scelta però abbiamo bisogno del congresso il prima possibile. Non perché sia la soluzione di tutti i nostri problemi, però è l’unico modo per rilanciare il Pd e soprattutto per chiarire quale è la visione del partito. E una volta che si sceglieranno la linea e i leader dovranno finire tutte le divisioni. E l’unico modo per essere credibili. Perché noi l’opposizione non la dobbiamo fare a Renzi e Gentiloni ma a Di Maio e Salvini».

Renzi: Decreto lavoro? Macché, è il decreto disoccupazione

Intervista a Matteo Renzi di Emilia Patta – Il Sole 24 Ore

La luna di miele tra governo giallo-verde ed elettori sta dunque per finire, secondo Renzi. L`ex premier e segretario del Pd aspetta M5s e Lega al passaggio della prima legge di bilancio: «Dovranno dirci cosa faranno e cosa no, dopo aver promesso la luna, dal reddito di cittadinanza alla Fomero. Il ministro dell`Economia Tria ha una responsabilità molto pesante, essendo l`unico di cui i mercati si fidano. Ma non basta». L`ex premier e segretario del Pd è molto critico anche sulla vicenda Ilva («Di Maio ha promesso per cinque anni di chiudere l`Ilva e ora sta solo cercando di salvare la faccia. Ma alla fine sarà costretto ad ammettere che noi abbiamo salvato Taranto») e sulla decisione di azzerare il Cda di Ferrovie dello Stato («vogliono solo prendersi le poltrone, altrimenti non si spiega come possano mandare via un amministratore delegato e un Cda che ha portato Fs oggi a fare investimenti per il 2018 pari a 8 miliardi e a far crescere del 25% il numero dei passeggeri»). E ricordandolo scomparso Sergio Marchionnne trae dalla vicenda di un uomo «che ha salvato la Fiat quando sembravaimpossibile» un ammonimento generale: «C`è chi crede che il futuro sia il reddito di cittadinanza e i sussidi. E chi crede che sia l`impegno, la fatica, l`industria. Io non ho dubbi sullaparte da cui stare».

Senatore Renzi, è arrivato in Aula il cosiddetto decreto dignità, che smonta di fatto il decreto Poletti del zog che precedette il Jobs act. Vede a rischio le riforme economiche approvate dal suo governo?

«Lo chiamano dignità ma è un decreto disoccupazione. A me non interessa l`eredità del mio governo: a me interessano i posti di lavoro. E Di Maio mette in difficoltà le imprese creando incertezza. Con il Jobs act non solo sono aumentati gli occupati di oltre un milione, raggiungendo un risultato storico, ma sono anche drasticamente diminuiti del 75% i contenziosi in materia di lavoro che hanno sempre creato problemi e difficoltà alle imprese e agli investimenti per l`occupazione. Dovevano essere il governo del cambiamento e l`unica cosa che cambia è il nome del ministero: quello che si chiamava ministero del Lavoro, ora si chiama ministero della Disoccupazione. Tutto torna, peraltro. C`è un medico alla Sanità, c`è una soldatesca alla Difesa e Di Maio alla disoccupazione. Tutto torna».

Nel decreto dignità non c`è proprio nulla di buono? Una parte del suo partito vorrebbe addirittura votare a favore della stretta sui contratti a termine. E c`è stata un po` di confusione sugli emendamenti dapresentare, tanto che alla fine si è deciso di ritirarli…

«Come sa non sono più il segretario del Pd. Stavolta però più che parlare del Pd mi piacerebbe parlare della Lega che sta tradendo il proprio elettorato. Hanno vinto nell`Italia produttiva parlando di Flat Tax e votano il decreto disoccupazione? Ho visto finalmente le prime proteste delle aziende del Nord Est. Sono certo che è solo l`inizio, e che nelle prossime settimane la reazione si estenderà a tutto il Paese».

Il governo ha appena deciso l`azzeramento del Cda delle Ferrovie dello Stato e bloccato la fusione con Anas…

«Toninelli è andato su Facebook e ha scritto che sulla Tav prima di andare avanti vuole decidere lui. Temo molto per lui, per Toninelli dico. Per le tasche della sua famiglia. Con un post su Facebook non si bloccano nemmeno le Fake news, figuriamoci le gare d`appalto. Temo che la Corte dei Conti avrà molto lavoro da fare con questi ministri che non conoscono i progetti, e passi, ma non conoscono nemmeno la legge. Sul CdA di FS vogliono prendersi le poltrone, ormai è evidente. Al punto che mandano a monte anche la fusione conAnas. Non si spiega altrimenti come possano arrivare a mandare via un amministratore delegato e un Cda che ha portato FS oggi a fare investimenti per il 2018 pari a 8 miliardi. Non solo, FS dà lavoro a centinaia di migliaia di persone e ha visto crescere del 25% il numero di passeggeri. Questo non è il Venezuela, sogno di molti grillini: qui vige lo stato di diritto. Devono avere motivazioni giuridicamente difendibili. Altrimenti i ricorsi andranno avanti per anni. Bloccando l`operatività di un`azienda importantissima».

Di Maio contesta la regolarità delle gare sull`Uva, e anche l`Anac ha rilevato criticità. C`era qualcosa che andava fatto diversamente?

«Di Maio dice una cosa un giorno, l`opposto il giorno dopo. Noi abbiamo lavorato con Federica Guidi, con Carlo Calenda, con Teresa Bellanova, con i lavoratori di Ilva per dare un futuro a questa azienda. Vale un punto di PIL, vale ventimila posti di lavoro, vale la credibilità del Mezzogiorno. Non scherziamoci più, per favore. Di Maio ha promesso per cinque anni di chiudere Ilva, gli hanno spiegato che sarebbe una follia, sta cercando solo di salvare la faccia. Ma alla fine sarà costretto ad ammettere, implicitamente, che noi abbiamo salvato Taranto, con buona pace di tutte le loro polemiche del passato».

Marchionne si è spento tra le solite polemiche della sinistra italiana. Il suo giudizio sul suo operato resta positivo?

«Considero Sergio Marchionne un grande. Ha salvato la Fiat e sembrava impossibile. Ha lottato per una sfida internazionale, facendo l`interesse dei suoi azionisti e creando posti di lavoro, non disoccupati. C`è chi crede che il futuro sia il reddito di cittadinanza e i sussidi. E chi crede che sia l`impegno, la fatica, l`industria. Io non ho dubbi sulla parte da cui stare. Marchionne è stato insultato anche nelle ore finali della sua vita: trovo immondo che sia mancata, in alcuni casi, persino la pietas umana. Ma nessun insulto vigliacco può toccare le qualità di Marchionne e il suo lavoro. Io sono fiero di averlo difeso quando anche nella mia parte politica sembrava difficile farlo».

Il vero banco di prova per il governo giallo-verde sarà la prossima legge di bilancio. Già a fine settembre, con la nota di aggiornamento al Def, si capirà se l`Italia sta andando nella direzione dello sforamento del deficit. E le frizioni tra Salvini-Di Maio e Tria già sono evidenti. Vede un rischio mercati?

«Dopo cinque mesi dalle elezioni è l`ora di finirla con le schermaglie tattiche. Sono il Governo, governino se sono capaci. Altro che propaganda come hanno fatto con vitalizi, decreto Di Maio, aereo di Stato. Tria ha una responsabilità molto pesante essendo l`unico di cui i mercati si fidano. Ma non basta. Devono indicare una strategia che ad oggi non si vede. Hanno promesso la luna, dal reddito di cittadinanza alla Fornero: quando faranno finalmente un discorso verità al Paese per dire che non hanno risorse per le loro assurde promesse?».

Se toccasse a lei, che tipo di manovra economica metterebbe in campo? Le tre misure a suo avviso più urgenti per rilanciare crescita e occupazione tenendo conto che già a politiche invariate andranno trovati 12,5 miliardi per disinnescare le clausole di salvaguardia sull`Iva e altri 3-4 miliardi per le spese indifferibili.

«Non tocca a me. Tocca a loro. Quando è toccato a me avete visto che cosa abbiamo fatto. JobsAct, industria 4.o, Irap costo del lavoro, Imu imbullonati, patent box, Ires. Per noi parlano i fatti, non le promesse. Invece questi continuano a rilanciare su proposte impossibili. E mi sembra che se ne stiano accorgendo loro stessi. Ho visto Salvini nervoso, ieri, in Aula. Forse era la storia dei 49 milioni di € che la Lega deve restituire e su cui rischiano grosso, forse altro. Ma mi è parso per la prima volta di scorgere una crepa strutturale. La luna di miele finirà con l`estate: devono dirci cosa faranno e cosa no. Io scommetterei su intelligenza artificiale, innovazione tecnologica, cultura e sostenibilità. Loro che cosa hanno in testa? Solo cacciare un barcone e aggredire unvitalizio? Possiamo ridurre a questo un Paese che ha fatto la storia della civiltà nel mondo?».

In queste ore i ministri Di Maio, Toninelli e Trenta sono tornati sulla questione dell`aereo di Stato Amo, chiedendo la rescissione del contratto e accusandola di aver fatto una spesa pazza di no milioni… Che cosa c`è di vero?

«I ministri Toninelli e Di Maio ieri pomeriggio, dopo l`annuncio in mattinata del premier Conte, hanno fatto una conferenza stampa a Fiumicino per annunciare di voler rottamare quello che chiamano “Airforce Renzi”. Trovo ridicolo che nella giornata di ieri un presidente del consiglio e tre ministri abbiano passato la giornata a scrivere una lettera per valutare il recesso dal leasing di un aereo. Noi siamo la sesta potenza industriale del mondo e i nostri governanti passano il tempo a fare propaganda? Fanno queste pagliacciate perché non sanno come svicolare l`attenzione da altro. Parlare di Air Force Renzi è offensivo. È l`aereo per le missioni internazionali, per portare il Made in Italy nel mondo. Io non l`ho mai usato ma i grillini hanno bisogno di un diversivo per coprire i clamorosi errori degli ultimi giorni. Fossi Di Maio farei qualche missione con gli imprenditori all`estero, così capisce l`importanza del Made In. E apprezza il lavoro fatto da Scalfarotto. Io invece da premier usavo lo stesso aereo che usa il premier Conte: venderanno anche quello? Andrà ai vertici internazionali coi voli di linea? Non mi risulta che Conte sia andato al G7 canadese col materassino».

Domani dovrebbe essere il giorno della nomina dei vertici Rai. È la primavolta da quando c`è la legge voluta dal suo governo. Che cosa si aspetta?

«Nessuno sta sottolineando il fatto che grazie alla nostra legge per la prima volta i lavoratori potranno esprimere un membro del CdA. A me sembra una cosa sacrosanta. Io sono per abbassare`le tasse alle imprese, ridurre la burocrazia, semplificare. Sono quello del Jobs act insomma. Ma coinvolgere di più i lavoratori, non in una logica di contrapposizione, ma di condivisione è un fatto positivo. Sulle nomine avevano detto che non avrebbero messo le mani sulla Rai. E invece Salvini e Di Maio ci stanno mettendo le mani, i piedi,la testa, tutto. Addirittura pare che i partiti stiano decidendo anche i direttori dei TG con incontri riservati in case private. Semplicemente allucinante. Speriamo solo che escano dei nomi di qualità. Quando avranno finito di spartirsi anche l`ultima poltrona Cinque Stelle e Lega litigheranno o sulla legge di bilancio o sulle varie vicende giudiziarie aperte. E lì dovremo farci trovare pronti. Toccherà a noi, di nuovo, molto prima del previsto».

Alle europee del 2019 il Pd ce la farà ad arrivare unito? Lei resterà nel partito anche se dovesse vincere la sinistra “corbyniana”?

«Non esiste nessun Corbyn in Italia. Esiste il Pd. E prima fa il congresso, meglio è. A me interessa far crescere l`Italia, non discutere di congressi. E abbiamo perso anche perché molti autodefinitisi di sinistra mi hanno fatto la guerra fin dal primo giorno, hanno fatto la guerra al Matteo sbagliato. Bisogna smetterla con le lotte intestine».

Aggressione a Daisy Osakue Chi nega la spirale razzista ne è complice

Il Partito Democratico chiede che il governo venga urgentemente in Aula a riferire sulla serie di episodi di stampo razzista che si stanno verificando nel nostro Paese in modo preoccupante

Aggredita la campionessa italiana Daisy Osakue

“Chi nega la spirale razzista che sta crescendo nel Paese se ne rende complice #bastarazzismo”. “Serve una grande mobilitazione antirazzista. Aperta, plurale, unitaria. Facciamo appello a tutte le energie che non si rassegnano a questo clima d’odio”. E’ quanto scrive su Twitter il segretario del Pd Maurizio Martina postando la notizia dell’attacco razzista alla campionessa italiana Daisy Osakue


 

Aggressione inaccettabile e disgustosa

“Ciò che è avvenuto ieri notte alla nostra iscritta Daisy Osakue è inaccettabile e disgustoso. Noi siamo e saremo in tutto e per tutto al suo fianco”, hanno scritto in un comunicato di solidarietà, il segretario regionale GD Piemonete, Ludovica Cioria e Francesco Bouvet, segretario provinciale GD Torino.

Gli attacchi razzisti sono una emergenza. Nessuno può negarlo, specie chi siede al Governo

“Daisy Osakue è una campionessa italiana. Ieri è stata selvaggiamente picchiata da schifosi razzisti. Gli attacchi contro persone di diverso colore della pelle sono una emergenza. Ormai è un’evidenza, che nessuno può negare, specie se siede al Governo. Italia, #torniamoumani”. Scrive anche Matteo Renzi su Twitter.

Intanto, il capogruppo PD alla Camera Graziano Delrio e il responsabile del dipartimento sicurezza del Pd Emanuele Fiano hanno chiesto che il governo venga urgentemente in Aula a riferire sull’accaduto.

Il PD chiede cheil governo riferisca urgentemente in Aula sull’accaduto

“La vile aggressione all’atleta nazionale italiana di origine nigeriana Daisy Osakue avvenuta la notte scorsa mentre rincasava a Moncalieri è grave e inaccettabile.

Se confermata dalle indagini, si tratterà solo dell’ultimo di una serie di episodi di stampo razzista che si stanno verificando nel nostro Paese in modo preoccupante, a cui si sono aggiunti altri fatti, altrettanto gravi, di cittadini che pensano di ergersi a giudici e poliziotti trasformando l’Italia in una sorta di far west.

Nel manifestare la solidarietà e la vicinanza della nostra comunità a tutte le vittime di queste aggressioni, e nell’attesa come sempre che sia la magistratura a chiarire ogni aspetto, chiediamo che il governo venga urgentemente in Aula a riferire.

Salvini deve spiegare come intende contrastare questi fenomeni che dilagano

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini deve spiegare come intende contrastare questi fenomeni che sembrano dilagare, legati a una propaganda di stampo razzistico il cui linguaggio viene usato in maniera ricorrente nella stessa propaganda politica da molti militanti e seguaci del suo partito, e come intende impedire il propagarsi di una folle idea di giustizia fai da te”.

Escalation drammatica di episodi di aggressione e dire che non ci sia un’emergenza è pura follia

“Gli episodi di aggressione violente verso migranti e persone straniere residenti in Italia si stanno susseguendo quotidianamente. E’ una escalation drammatica e dire che non ci sia un’emergenza è pura follia. Ancor più grave è che siano Salvini e Di Maio ad esprimersi in tale direzione.

Un comportamento totalmente irresponsabile poichè legittima gli aggressori e crea un clima di sostanziale impunità verso reati di odio, di xenofobia e razzismo.

E’ di questa mattina la notizia della violenta aggressione a Daisy Osakue, discobola 22enne di origini africane, atleta della nazionale di atletica italiana.

Interrompiamo la spirale di odio, mobilitiamo le coscienze, facciamo emergere l’Italia che dice No!

Questa sequela va interrotta. Non possiamo e non dobbiamo indugiare oltre nel condannare questo clima di violenza. Interrompiamo la spirale di odio, mobilitiamo le coscienze, facciamo emergere l’Italia che dice No! Accogliamo gli appelli che vengono delle più alte autorità del Paese, dal Presidente Mattarella alle autorità religiose, dagli intellettuali agli esponenti della società civile, affinchè in Italia si torni ad una dialettica democratica, si mettano da parte le parole incendiarie e torni un clima civile”.

Lo dice Pietro Barbieri, della Segreteria nazionale e responsabile Welfare e terzo settore.

FS, Delrio: Smontano tutto? Logiche spartitorie

Intervista al Capagruppo PD di Antonella Baccaro – Corriere della Sera

 «Abbiamo forti dubbi circa la legittimità della decadenza del consiglio di amministrazione delle Ferrovie. E li esploreremo tutti».

 Passa subito ai fatti Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera e fino a maggio scorso ministro dei Trasporti e artefice di quel conferimento di Anas a Fs osteggiato dal M5S, che ora vuole smontarlo. Un`operazione disposta con decreto dal governo Gentiloni e perfezionata nel dicembre scorso, simultaneamente alla conferma per altri tre anni del cda.

Il blitz era nell’aria.
«Ma non se ne capiscono le motivazioni, se non le mire spartitone del governo e la volontà di smontare un gruppo solido come Fs».

Perché è illegittimo l`azzeramento del cda?
«Le Ferrovie sono una società per azioni, per quanto pubblica, cosa c`entra lo spoils system? Di questo passo dunque cambieranno anche i vertici di Enel, Eni, ecc? La sete di potere sta offuscando la mente dei decisori».

È stato legittimo, o quantomeno opportuno, da parte vostra, confermare i vertici di Fs a dicembre, prima della loro scadenza?
«La decisione fu presa perché c’era un’operazione straordinaria in atto: il conferimento di Anas in Fs, che richiedeva un aggiornamento del cda. Qui qual è la motivazione? Si contesta la mancanza di efficienza o di efficacia?».

Secondo lei?
«Forse si puniscono le Fs che hanno disposto miliardi di investimenti sul trasporto dei pendolari e sull`Alta velocità?».

Come intendete muovervi?
«Intanto vediamo gli atti. Hanno detto di aver chiuso i porti italiani e poi si è scoperto che non c`era uno straccio di provvedimento. Per smontare l`operazione servirà almeno un decreto».

Ci spiega i vantaggi di Fs-Anas?
«Ci sono sinergie ingegneristiche. C`è un discorso di intermodalità treno-gomma. E lo spostamento delle merci su ferro che comporta un mutamento dei piani di chi gestisce le strade. Infine un gruppo che può sviluppare 1oo miliardi di investimenti in dieci anni ha un biglietto da visita più convincente quando si presenta all’estero può autofinanziarsi».

C’è un problema di debito pubblico in Anas?
«Sì, con l’operazione si sottraevano Anas e i suoi investimenti al perimetro pubblico. E sorprendente che si liquidi tutto su Facebook».

E ora? Si può mantenere questo vantaggio?
«È difficile quando un`azienda prende il 9o% delle risorse dallo Stato».

Che costi ha fare marcia indietro?
«Non è certo come prendere un autobus di ritorno quando si è arrivati a capolinea. Parliamo di aziende vere. Non di tweet».

 

Martina: Sud tradito da Cinquestelle e Lega. Il PD lavori per recuperare i delusi

Intervista al segretario del PD Maurizio Martina, di Adolfo Pappalardo, su Il Mattino

«Assistiamo al tradimento del Sud di 5 Stelle e Lega. E nelle prossime settimane sarà ancora più evidente», spiega il segretario nazionale del Pd Maurizio Martina che rimane convinto come il grosso del lavoro da fare ora sia «recuperare gli elettori di centrosinistra che hanno votato i grillini e ne sono già delusi».

Per questo «io in testa sono pronto ad andare anche sulle spiagge del Mezzogiorno per raccontare i rischi e i fallimenti del governo», dice alla vigilia della segreteria nazionale del partito che si tiene oggi a Scampia.

Segretario perché questa tappa?

«E’ fondamentale per la ripartenza del partito dopo essere stati nei giorni scorsi Tor bella Monaca e lo Zen di Palermo. Siamo qui per ascoltare, imparare e ringraziare quelle realtà associative che lavorano in quartieri popolari complessi.

Dobbiamo capire meglio alcune realtà anche in vista del forum nazionale Pd per le periferie, grazie al quale vogliamo iniziare un impegno nuovo nelle realtà metropolitane. Perché è lì che occorre fare di più: dalla lotta alla povertà alla riqualificazione urbanistica passando per il tema cruciale del diritto alla casa».

Tenga presente che il 4 marzo a Scampia i grillini sono volati oltre il 65 per cento.

«Proprio per questo abbiamo il dovere di ascoltare un quartiere che ha segnato una distanza grande con noi. Ed è ancora più necessario andarci oggi perché la domanda di cambiamento è stata tradita».

Si riferisce ai grillini, immagino.

«Sì abbiamo di fronte il loro tradimento del Sud e penso che queste settimane l’abbiano ormai reso evidente. Basta pensare alla chimera del reddito di cittadinanza che si sta rivelando sempre di più un abbaglio».

L’ex premier Gentiloni è preoccupato e teme il peggio: per questo chiede un’alleanza tra Pd e moderati contro i sovranisti. È d’accordo?

«Le preoccupazioni di Paolo sono le mie. Quando assisti a un governo che mette in discussione i fondamentali, quando ancora in questi giorni si evocano uscite dall’euro, quando i passi della maggioranza sono di distruzione, è giusto lanciare un segnale di grande allarme. Ed è sacrosanto lavorare per allargare l’impegno per un progetto di alternativa che raccolga tutte le energie democratiche e progressiste contro questo declino e degenerazione. Declino che pagano gli italiani».

Si riferisce al decreto Dignità?

«Non lo chiamerò mai così. È solo il decreto del vicepremier che ha armato un provvedimento propagandistico per arginare la comunicazione di Salvini. Ma con effetti devastanti, come denunciano tante imprese per i costi maggiorati e tanti lavoratori che rischiano di perdere il lavoro per queste nuove norme. Al Sud inoltre si rischia il blocco degli investimenti e non possiamo non preoccuparci. Per questo siamo pronti persino ad andare su alcune spiagge del Sud, in pieno agosto, per denunciare il tradimento del Sud attuato dai 5Stelle. E si parte dal Sud dove la sconfitta è stata più pesante».

Come mai? Colpa delle classi dirigenti democratici del Mezzogiorno?

«Gli elettori ci hanno vissuto come distanti e distanti lo siamo stati davvero. Io rivendico alcune politiche come Resto al Sud ma deve esserci un’analisi sincera per riconoscere i limiti della nostra iniziativa. Limiti di progetto, di persone e di idee. Ora vorrei che il Pd del Mezzogiorno diventasse la più importante palestra del partito nazionale per una nuova giovane classe dirigente».

A dir la verità abbiamo assistito ad una nuova classe dirigente selezionata solo per cooptazione.

«So che si deve fare di più e meglio. Ogni giorno mi capita la fortuna di incrociare ragazzi che non si arrendono: dobbiamo dargli uno spazio vero d’iniziativa, non fargli trovare porte sbarrate».

Non è che siete molto attraenti: nel momento di massimo declino il Pd discute solo di congresso.

«Per spezzare questo racconto andiamo anche a Scampia per andare oltre certe discussioni preferisco mobilitare il nostro impegno anche sulle spiagge. Il Pd deve cambiare, fare meglio e deve buttarsi corpo a corpo nel paese reale: per offrire un’alternativa a partire da chi ha più bisogno. Discutiamo anche con chi ci critica: è fondamentale per ripartire».

Tornando all’opposizione al governo, lei crede che Pd e Forza Italia in commissione di Vigilanza si alleino contro la nomina del nuovo presidente Rai?

«È scandaloso il modo con cui Lega e 5 Stelle hanno lottizzato i vertici Rai soprattutto nella figura del presidente: completamente inadeguato per le funzioni che deve avere. Io spero che tutte le opposizioni respingano la nomina». È un appello ad Fi? «Spero confermino il giudizio dato in queste ore e respingano questo tentativo maldestro che rivela tutta l’ambiguità dei grillini che predicano bene e razzolano male attuando la peggiore lottizzazione. Anche la peggiore Prima Repubblica era capace di produrre scelte all’altezza…».

Eppure, deve riconoscerlo, la percezione di un fallimento di questo governo non c’è, se gli indici di gradimento risultano ancora oggi altissimi.

«Siamo ancora in un tempo di luna di miele e so bene che la loro attività di propaganda ha una forza inedita rispetto alle stagioni passate. Ma l’autunno segnerà la rottura di questa luna di miele perché arriveranno al pettine i nodi di scelte economiche difficili. Non si farà il reddito di cittadinanza, dovranno spiegare perché e si misureranno tutti i limiti di un cambiamento che non c’è o rischia di essere dannoso».

Nel frattempo hanno diffuso la presa dell’Airbus acquistato dal governo Renzi come fosse l’espugnato palazzo d’Inverno.

«Una vergogna promossa da alcuni ministri degna di una repubblica delle banane. In nessun paese civile si organizza una cosa del genere per un mezzo di servizio pensato per istituzioni e imprese. Mi vergogno della sceneggiata usata da Di Maio solo per becera propaganda e spostare altrove l’attenzione. Di Maio e Toninelli andassero a lavorare invece. Il primo non risolve il nodo dell’Ilva e domani (oggi, ndr) ha convocato una riunione da teatro con la bellezza di 62 sigle, l’altro annuncia il blocco della Tav Torino-Lione rischiando di far pagare oltre 2 miliardi di penali e far perdere all’Italia4mila posti di lavoro».

Eppure voi avevate l’occasione di scendere a patti con i grillini magari dialogando con l’ala più distante dalla Lega. Pentito di non averlo fatto?

«Si sarebbe trattato di un tentativo quasi impossibile per la natura delle posizioni che loro esprimono. Ora occorre invece continuare a lavorare per un dialogo con i tanti elettori di centrosinistra che hanno dato fiducia a quel movimento e ora si sentono traditi: lì c’è uno spazio per recuperare. Non hanno ancora cambiato orientamento, ma lo faranno».

Spera in un rientro anche di Leu?

«Non è un lavoro da prendere dall’alto, bisogna ripartire dalla società e costruire un progetto largo dove tutte le culture possano partecipare».

Nel Mezzogiorno avete una pattuglia di governatori pd ma i rapporti non sono ottimi. Emiliano ma anche De Luca sferrano in continuazione critiche contro il suo partito.

«Dobbiamo lavorare insieme e guardare in faccia la rottura del 4 marzo. Serve un lavoro di squadra e un lavoro nuovo. Si può fare».

Martina: Alternativa alla dittatura dell’algoritmo è un’idea forte di comunità

Intervista a Maurizio Martina di Alessandro Trocino – Corriere della Sera

«C’è il rischio di un gigantesco ritorno al passato. L’idea di Casaleggio sul Parlamento è pericolosa, può alimentare una nuova forma di autoritarismo». Maurizio Martina, segretario del Pd, risponde a Davide Casaleggio, ma parla anche del decreto Dignità, della caduta libera del Pd nei sondaggi, del Jobs act e rilancia la battaglia dei dem.

Per Casaleggio, il Parlamento in futuro sarà inutile.

«Casaleggio vorrebbe sostituire la fatica della rappresentanza, della mediazione, con una forzatura sulla democrazia diretta per via tecnologica. C’è l’idea pericolosa del popolo come entità indivisa. Io penso che l’alternativa alla dittatura dell’algoritmo sia un’idea forte di comunità».

Non crede che il Parlamento, dopo anni di battaglie della Casta, sia stato screditato, a torto e a ragione? E che serva riformarlo?

«Se le istituzioni vivono una crisi storica noi dobbiamo denunciare anche il rischio di una fascinazione intorno al plebiscitarismo, e alla democrazia diretta come potere salvifico. La sfida va rilanciata prima nella società e poi con il cambiamento delle istituzioni. Il primo antidoto è una nuova cittadinanza propositiva per legami sociali forti».

Torniamo al Parlamento, finché c’è. Perché contestate il decreto Dignità?

«Questo è un decreto disoccupazione. Ci sono migliaia di cittadini che rischiano il licenziamento e la fine del contratto a tempo determinato. Come è successo ai lavoratori della Nestlé di Benevento. La propaganda M5S si scontra con la realtà. Noi abbiamo presentato dieci controproposte. Tra queste, il taglio del costo del lavoro a tempo indeterminato: un punto all’anno per quattro anni dei contributi a carico dei lavoratori».

Non potevate fare queste cose quando eravate al governo?

«Le proposte sono coerenti con il lavoro avviato e con un nuovo impegno per la lotta alla precarietà».

Un vostro emendamento cancella l’aumento di indennizzi in caso di licenziamento illegittimo. Damiano, Cuperlo e altri ne volevano il ritiro. È confermato?

«Nessuno ha mai pensato alla cancellazione degli indennizzi. Noi proponiamo anche l’aumento dell’offerta di conciliazione».

E stato un errore?

«È superato. Il nostro obiettivo è rafforzare l’indennità di disoccupazione al crescere dell’anzianità dei lavoratori. Piuttosto Di Maio risponda a chi rischia il posto per effetto del decreto».

Jobs act: va abolito, come dice la sinistra dem, o difeso, come dicono i renziani?

«Neanche Di Maio lo smantella, mantenendone il pilastro, ovvero il contratto a tutele crescenti. Nessuno lo ha mai immaginato come un totem. Ne rivendichiamo gli effetti positivi. E ora ragioniamo di come fare meglio».

Nei sondaggi la maggioranza vola e il Pd precipita. Sbagliano gli elettori o voi?

«Siamo noi che dobbiamo fare di più e meglio. Ma sono convinto che ci siano le energie per il rilancio e che ci sia già nel Paese più spazio per l’alternativa di quel che si vede ora».

Boccia parla di un Pd «vedovo» di Renzi. L’impressione è che il partito non possa andare avanti con Renzi, ma neanche senza.

«Basta con queste caricature. Usciamo da dibattiti autoreferenziali. Io voglio discutere degli operai di Benevento che rischiano, lavorare nelle periferie, da Tor Bella Monaca allo Zen, parlare di giovani, di scuola. Il Pd deve mettere in campo una nuova idea di futuro, che sia alternativa all’egoismo individualista proposto da questo governo».