Abbiamo perso la rappresentanza perché abbiamo ignorato le paure.
Intervista a Carlo Calenda di Giovanna Casadio su La Repubblica

Ministro Carlo Calenda, in risposta a un follower che le chiedeva su Twitter se la mobilitazione per l’Italia potesse partire dal Pd, lei ha risposto «non più». Perché?

«Perché le cose che si sono viste nell’Assemblea di sabato non hanno nulla a che fare con un grande partito progressista che ha governato bene l’Italia per una legislatura. Cose indecorose per come è la situazione nel Paese».

Giovane ingraiano nel Pci e poi dirigente di tutti i partiti eredi di quella storia. Deus ex machina dell’ascesa di molti leader politici, da Veltroni a Zingaretti. Oggi Goffredo Bettini è europarlamentare del Pd, pensa che sia stato un errore non accettare il confronto con il M5S. E qualche idea per resuscitare il suo partito dopo la sconfitta elettorale ce l’ha. Per esempio che «c’è bisogno di una fortissima discontinuità col passato» (leggi Renzi e il renzismo), e che «l’uomo giusto per presentarsi alle elezioni è Gentiloni. Come candidatopremier e come federatone del centrosinistra, magari in una lista che vada oltre il Pd».
 

“Se non ce la fanno a mettersi d’accordo, Lega e M5S dismettano questa campagna elettorale permanente, perché rimane sul tavolo uno scenario di grande incertezza che il Paese non si può permettere”.
 
Lo ha detto al Nazareno il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, nel corso di una conferenza stampa sulla situazione politica insieme ai capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci.
 

Opposizione a condoni e Flat tax

 
“Ci predisporremo alla battaglia in Parlamento per fare in modo che queste politiche non passino, come quelle sui condoni e la Flat tax”.
 
“Noi sentivamo il dovere di fare un punto con voi sulla situazione politica. Siamo di fronte a un balletto di dichiarazioni e di responsabilità non ancora chiare che ci preoccupa molto. Siamo di fronte a una inaccettabile paralisi per l’Italia e a una difficoltà politica evidente di chi ci a raccontato che tutto si sarebbe fatto in modo veloce e facile”.
 

Il Parlamento inizi a lavorare

 
Le commissioni permanenti entrino in attività: chiediamo al presidente della Camera di farle partire. Forza Italia è d’accordo con noi. C’è la possibilità del Parlamento di lavorare seriamente“.
 
“Abbiamo proposto che si formi una nuova commissione speciale per le emergenze sociali che si occupi di estensione del reddito di cittadinanza e di assegno per le famiglie con figli”.
 
“Abbiamo individuato il campo sociale come il primo da cui partire con le nostre proposte in Parlamento. C’è la possibilità di rifinanziare il reddito di inclusione immediatamente, dalla prossima Finanziaria”.
 
Così Graziano Delrio spiega le prime proposte presentate in Parlamento dal PD per avviare la nuova legislatura, senza ulteriori ritardi dovuti alle trattative per il nuovo governo Lega – M5S.
 

Costituire le Commissioni parlamentari permanenti

 
“Oggettivamente questo quadro parlamentare non è più accettabile. Noi al Senato proporremo con forza di costituire le commissioni permanenti, di eleggere gli uffici di presidenza, e di cominciare a lavorare“.
 
Lo dice il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci, E con il capogruppo alla Camera Graziano Delrio, annuncia che sarà presentata richiesta ai presidenti delle Camere nella prossima conferenza dei capigruppo.
 
“Noi – aggiunge – non ci stiamo. Vogliamo cominciare a lavorare in Parlamento e vogliamo farlo con gli strumenti che ci sono dati. Il tempo gioca contro l’interesse della nostra comunità nazionale. È ora di dire basta e che ciascuno si assuma le sue responsabilità“, aggiunge.
 

Già presentate oltre 80 proposte di legge dal PD

 
“Tutto è bloccato grazie alla loro incapacità di rispondere alle esigenze di un paese che oggi ha bisogno di un governo e di risposte”, sottolinea Marcucci. “Noi le nostre proposte, anche a supporto di economia e occupazione, le stiamo portando avanti: abbiamo presentato oltre 80 proposte di legge in queste settimane

il video della conferenza

Innanzitutto vorrei aprire i lavori di oggi pomeriggio rinnovando i nostri auguri affettuosi di pronta guarigione a un grande italiano e a un padre della nostra storia e del nostro impegno come Giorgio Napolitano. Salutiamo con affetto lui e tutta la sua famiglia.
 
Questa direzione è chiamata a un confronto franco e sincero a due mesi dal voto che ci ha consegnato purtroppo una sconfitta netta come mai era accaduto nella nostra storia. Un voto, quello del 4 marzo, che ha ridisegnato in modo radicale il panorama politico del Paese e che ci pone domande cruciali sulla nostra capacità di comprensione della società italiana e sul nostro destino. Sul destino del Partito Democratico ma anche di tutto il campo del centrosinistra.

Il Presidente Matteo Orfini ha convocato l’Assemblea nazionale sabato 19 maggio 2018 a Roma, presso l’Ergife Palace Hotel in via Aurelia, 619.

Ordine del giorno

I lavori dell’Assemblea nazionale avrà il seguente ordine del giorno:

  • dimissioni del Segretario nazionale;
  • adempimenti conseguenti alle dimissioni del Segretario nazionale di cui all’art. 3 comma 2 dello Statuto del Partito Democratico.

 

Accrediti e inizio lavori

Sarà possibile accreditarsi dalle ore 9.00, i lavori avranno inizio dalle ore 10.30.
 

nota logistica e come arrivare

Leggi la nota logistica Assemblea nazionale del 19 maggio 2018 – Roma, Ergife Palace Hotel
 

L’intervista al ministro uscente di Claudio Tito – la Repubblica

Non si può rispondere con un semplice “no” quando il Pd incontrerà l'”esploratore” Fico: “Mi ha sconcertato leggere una raffica di dichiarazioni di totale chiusura di esponenti del mio partito mezz’ora dopo il conferimento dell’incarico”. “Abbiamo invece l’obbligo” di verificare nei contenuti la possibilità di un’intesa. E bisogna farlo tenendo il partito “unito”, a cominciare dal suo leader “più influente”, Matteo Renzi.

Dario Franceschini la sua porta l’ha già aperta. E’ convinto che da ieri si sia chiuse una fase di questa lunga crisi e se ne sia aperta un’altra che impone ai dem di confrontarsi “senza pregiudiziali”.
 

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