Locantore contro ogni forma di evocazione simbolica neofascista

Ieri, 30 gennaio alle ore 17 presso la sede del CESTRIM a Potenza, si è costituito il CAL (Coordinamento Antifascista Lucano) a cui il Partito Democratico della Provincia di Potenza ha dato il suo sostegno e a cui non farà mancare in futuro il suo contributo di pensiero e azione sul territorio.


Al CAL hanno aderito 29 sigle, fra cui organizzazioni sindacali, forze politiche e associazioni culturali e ambientaliste democratiche, che nei mesi scorsi hanno dato piena adesione all’iniziativa di ANPI Basilicata, che chiedeva la revoca immediata della delibera di Giunta del Comune di Barile (n. 101 del 12/11/2019) e del Decreto del Presidente della Giunta regionale (n. 279 del 21/11/2019), e in cui si manifestava la volontà di intitolare l’aula consiliare del Comune lucano a D’Andrea Andrea, sindaco del comune nel decennio 1946-1956 e, nel periodo precedente alla sua carica di primo cittadino, già dirigente di primo piano dell’esperienza politica di Mussolini.


“Il PD che ha ereditato il patrimonio di idee e valori dei due principali partiti che hanno ricostruito l’Italia del dopoguerra, ha sentito l’esigenza, alla luce del periodo storico che stiamo vivendo, di modificare il suo statuto, come approvato nell’Assemblea Nazionale dello scorso 17 novembre 2019, inserendo all’articolo 1 comma 2 che il Partito Democratico è un partito antifascista che ispira la sua azione al pieno sviluppo dell’art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana”, dichiara la segretaria provinciale di Potenza, Maura Locantore che prosegue “abbiamo attraversato guerre, miseria e fame sacrificando le vite di donne e uomini per costruire la democrazia in Europa. Ed è per questo che essere antifascisti oggi significa tutelare uno spazio di democrazia dalla deriva razzista, xenofoba e da ogni ideologia intrisa di violenza e terrore”.

La segretaria provinciale del PD , conclude, affermando che nelle prossime ore chiederà al Capogruppo democratico in consiglio regionale di presentare una formale interrogazione al Presidente Bardi nonché una richiesta di revoca del provvedimento di intitolazione della sala consiliare, “certa che anche le altre forze di centro sinistra che siedono in Regione facciano propria tale istanze, ancor più in considerazione della mozione, approvata pochi giorni fa, su Liliana Segre che impegna la presidenza della Regione e la massima assise lucana a mettere in atto tutte le azioni per contrastare la crescente deriva neofascista”.