Ponte attrezzato, Santarsiero: si continua con bugie

Il consigliere regionale del Pd risponde al sindaco di Potenza in ordine alla struttura delle scale mobili e al dissesto

“Si continua con bugie e mezze verità”. Così il consigliere regionale del Pd Vito Santarsiero che, in ordine al ponte attrezzato e alle dichiarazioni del Sindaco che ‘la struttura era nata con difetti’ precisa che “l’opera è stata certificata nella regolarità dei lavori dalla relazione a struttura ultimata del direttore dei lavori, dal certificato della Commissione di collaudo e da apposita Commissione ministeriale”.

“Il gup del tribunale di Potenza – continua - il 23 Aprile del 2013 ha assolto due persone e disposto il ‘non luogo a procedere’ per altri 23 indagati coinvolti in una inchiesta relativa alla realizzazione del Ponte Attrezzato. Si tratta di imprese edili e tecnici accusati di utilizzo di materiale scadente o di qualità inferiore a quanto previsto nel Capitolato speciale di appalto. Nella vicenda lo stesso ing. Dario De Luca è stato Consulente tecnico di parte per alcuni dei tecnici che hanno seguito l’esecuzione dell’opera”.

“In altra inchiesta – dice Santarsiero - era stato contestato dal tecnico della procura il mancato rispetto del progetto strutturale salvo poi vedere confermato il rispetto puntuale del progetto stesso. In ordine al rapporto tra dissesto e spese per il trasporto pubblico locale, la recente sentenza della Corte dei Conti non ha rilevato alcuna connessione ed ha assolto gli imputati dal danno contestato di 18 mln di euro”.

“In ordine alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti che non viene effettuata dalla ditta Trotta (e pagata invece dal Comune) – continua il consigliere Pd - era ampiamente prevista a carico della ditta sia dal capitolato speciale (art. 10), sia dallo schema di contratto di esercizio (art.6 comma 2 punto a)”.

“In ordine alla manutenzione degli impianti nel passato – aggiunge - si è sempre operato nel rispetto dei contratti sia per quanto di competenza della ditta sia per quanto di competenza del Comune”.

“In ordine al dissesto – conclude Santarsiero - continuiamo a ritenerlo una scelta politica, senza volontà di chiudere il bilancio 2014. Il dissesto è difatti è avvenuto senza mai presentare e discutere in Consiglio comunale di una ipotesi di bilancio e senza prevedere introiti come i 10 mln di euro della sentenza del Consiglio di Stato sui suoli di Macchia Giocoli (ancora oggi incredibilmente non incassati) e come pure l’espulsione dell’assessore Martoccia ha dimostrato”.