Gd Basilicata: Il lavoro prima di tutto

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"A Melfi nessun posto di lavoro deve essere toccato : la nota dei Giovami Democratici di Basilicata"

Non è solo il contagio da Covid-19 a dover preoccupare i lucani. Quello che sta accadendo a Melfi dovrebbe preoccupare non solo gli operai e le loro famiglie ma anche i rispettivi territori, le istituzioni e l’intera Basilicata.

Stellantis, nata dalla fusione di Fca in Psa, non rappresenta la svolta per Melfi. Al contrario, i primi atti formali del gruppo ex FCA hanno solo previsto una riduzione dei costi. Dunque, notizie per nulla confortanti che lasciano ampia immaginazione circa il futuro di questi stabilimenti e dell’economia dell’intera regione.

L’amministratore delegato Tavares ha già espresso parole preoccupanti per gli stabilimenti italiani, dichiarando che i costi di produzione sono più alti nel nostro paese che altrove. Stellantis ha infatti comunicato tagli ai servizi di pulizia industriale e civile all’interno dello stabilimento. Una scelta folle che produrrà 44 licenziamenti e cassa integrazione al 50% per i lavoratori restanti. Ancora la riduzione del 15% ai trasferimenti verso la Atlas che gestisce il servizio mensa. A preoccupare ulteriormente i lavoratori, la possibile dismessa di una catena di montaggio che sarà trasferita altrove senza nessun piano industriale.

Prospettive sicure di riduzione dei costi per la società ma nessun miglioramento per le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori che saranno sottoposti, ancora una volta, a condizioni che mineranno la sicurezza e la qualità del lavoro all’interno dello stabilimento. Scenari certi di ridimensionamento, forse l'inizio di una vera epidemia di licenziamenti.

E questo non dobbiamo accettarlo soprattutto in un momento delicato come questo dove la qualità e la sicurezza dovrebbero rappresentare l’inizio di una nuova fase per il polo di San Nicola di Melfi, l’area industriale più importate della regione che garantisce sostentamento a migliaia di famiglie.

 

A Melfi nessun posto di lavoro deve essere toccato, salvaguardiamo invece i livelli occupazionali senza permettere scelte azzardate e lesive. I lavoratori hanno già dato troppo in questi anni di ammortizzatori sociali e con i problemi relativi ai trasporti.

 

È notizia recente la proroga della cassaintegrazione fino al 2 maggio, l’ennesima. Ogni giorno, oltre 1000 persone sono in cassa integrazione. Nonostante l’enorme prestito di oltre 6 miliardi ottenuto, si continua a utilizzare gli ammortizzatori sociali per colmare la mancanza di produzione.

 

I prossimi mesi saranno difficilissimi. Le Istituzioni nazionali e regionali hanno responsabilità e peso per poter affrontare ai massimi livelli questa questione. È impensabile tacere quando i diritti, i livelli di sicurezza e la dignità degli operai risultano minati. Qui è in gioco il futuro dell’intera regione e non solo quello dei territori interessati.

La Regione Basilicata dovrà farsi carico delle istanze dei lavoratori e di quelle dell’intero settore. Dovrà necessariamente istituire un tavolo permanente di confronto sull’intero settore così come chiesto a gran voce dai sindacati e verificare l’effetto dei finanziamenti assicurati a FCA in Basilicata. Serve lo sforzo condiviso di tutte le istituzioni per dare risposte concrete e celeri a tutela dei posti di lavoro.

Come Giovani Democratici di Basilicata saremo a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e metteremo in campo tutte le iniziative per contrastare questo ennesimo attacco.