Renzi: Salvini e Di Maio infamanti, quante bugie. Ora reagire: comitati civici in tutta Italia

Renzi: Salvini e Di Maio infamanti, quante bugie. Ora reagire: comitati civici in tutta Italia

Intervista a Matteo Renzi di Goffredo De Marchis – La Repubblica

Senatore Matteo Renzi, partiamo dai funerali di Genova. Salvini e Di Maio hanno ricevuto applausi, i vertici del Pd fischi. Possibile sia solo effetto di fake news?

«Se il governo passa la settimana a dare la colpa ai governi di prima, come è possibile che due ex ministri quali Martina e Pinotti siano accolti con le ovazioni? Ma questo clima giacobino rischia di ritorcersi contro i presunti rivoluzionari. E secondo me accadrà molto prima del previsto. Per questo la comunità civile deve reagire subito».

L’impressione è che la nuova maggioranza si sia presa il Paese.

«Non è così. La nuova maggioranza ha strumentalizzato in modo squallido un evento tragico. I commentatori che fanno desumere da quella scena l’inizio di una nuova stagione della politica italiana sono superficiali come quelli che facevano il tifo per un’alleanza innaturale Pd-M5s. Impossibile allearsi con questi: Salvini e Di Maio sono la nuova destra populista e demagoga. Però l’opposizione deve smettere di tirare di fioretto. È arrivato il momento di ribattere colpo su colpo, di combattere a viso aperto, di non lasciargliene passare più una. L’avversario è forte, ma la partita è tutta da giocare».

Da ex premier cosa ha pensato quando ha visto il crollo del ponte?

«Ho reagito come tutti: incredulo prima, indignato poi. Non è possibile morire così, nel 2018. Chi ha sbagliato deve pagare. Pagare fino all’ultimo euro, fino all’ultimo giorno».

Mattarella dice che per accertare davvero le responsabilità l’unità è l’unica via. Realizzabile?

«Spero, ma non credo. Il governo Salvini-Di Maio ha scelto di
radicalizzare. A loro non interessa la verità, basta un capro espiatorio: non cercano soluzioni, fabbricano colpevoli. Questo è lo stile da sempre. Lo hanno fatto per le banche, per Consip, dopo Macerata, con il JobsAct. Davanti a problemi reali loro scelgono i presunti responsabili e manganellano sul web senza pietà. Lo facevano quando erano opposizione. Su Genova hanno iniziato a farlo da maggioranza. Mi sembra un atteggiamento pericoloso: non c’è unità possibile, senza rispetto per la verità».

La vostra reazione davanti alle accuse contro Delrio e i governi del Pd è la più giusta?

«L’attacco a Delrio, ma anche a Letta su Abertis o ai presunti finanziamenti al Pd, è falso e infame. Difendo Graziano come difendo Enrico, pur avendo rapporti umani ben diversi con loro. Ma non è un fatto personale, è la difesa della verità. La convenzione con le autostrade è stata fatta dal governo Berlusconi: nessuno dice che il deputato Matteo Salvini votò a favore e il Pd contro. I soldi da Autostrade li hanno presi la Lega come contributo elettorale e il premier Conte nella veste di avvocato. Il no alla Gronda, che pesa come un macigno in questa storia, viene da Beppe Grillo e Toninelli. Chi tace, pensando di guadagnare consenso stando in disparte, deve sapere che il suo silenzio oggi sarà considerato complicità domani. Dobbiamo andare all’attacco, non stare sulla difensiva».

La concessione ad Autostrade è troppo lunga e troppo segreta? Non potevate fare qualcosa quando eravate al governo?

«Delrio ha desecretato gli atti. Gentiloni ha allungato la concessione dal 2038 al 2042 per avere il via libera alla Gronda: sono scelte corrette. Poi, certo, si può sempre fare di più. Ma dare la colpa al Pd per il ponte è ridicolo prima che vergognoso».

Non vede un eccesso di garantismo da parte di esponenti dem nei confronti dei concessionari?

«Nessuno difende Autostrade, ma il governo gestisce le cose come fosse al Bar Sport. Si annunciano procedure senza studiare le carte. Tutto è finalizzato a prendere un like su Facebook, sperando che la gente poi dimentichi. Paradossalmente revocare la concessione rischia di essere un regalo a Autostrade: significa andare in causa per decenni, pagare 20 miliardi di danni e tenere Genova divisa in due. Per me Autostrade oggi deve pagare, non ricevere regali».

Che giudizio dà della reazione di Autostrade e della famiglia Benetton?

«Che Autostrade abbia poco da difendere e molto da chiarire è evidente: ma tocca ai giudici, non a noi. Spero che i Benetton facciano la loro parte: per le famiglie colpite, per rifare subito il ponte e per fare finalmente la Gronda, opera fondamentale per Genova. A forza di dire no a tutto, il Paese crolla a pezzi».

Il Procuratore di Genova dice: lo Stato ha abdicato ai controlli. È così?

«Dei giudici non commento le sentenze, figuriamoci le interviste. Pieno rispetto per la Procura di Genova e per il suo capo. Sono stati accusati un mese fa in modo squallido da Salvini, per la vicenda dei 49 milioni di euro rubati dalla Lega. Noi rispettiamo quei magistrati sempre, non a giorni alterni».

Il selfie di Salvini ai funerali è grave?

«È squallido ma coerente. Davanti alle tragedie ci siamo sempre uniti tutti. Stavolta il governo ha scelto lo scontro. Lo ha fatto Toninelli a caldo con un’intervista al Tgl. Lo ha fatto Di Maio con commenti infamanti. Salvini va in scia. Se trasformi una tragedia ín attacco all’opposizione, se vai al funerale di Stato come fosse un derby, se giochi a dividere anziché a unire, paradossalmente il selfie in chiesa ai funerali è una naturale conseguenza di questo approccio».

Ma la strada delle vie legali davanti alle accuse che vi lanciano M5S e Lega non è molto debole?

«La strada maestra è la politica. Abbiamo le elezioni europee alle porte e serve un disegno alternativo allo sfascio europeo che propongono i sovranisti. Tuttavia davanti alla montagna di falsità dei grillini, chiediamo ai tribunali se esiste ancora uno stato di diritto o se membri del governo come Di Maio possono mentire in modo spudorato, senza alcuna conseguenza. I soldi del risarcimento saranno destinati a un fondo per Genova».

Le privatizzazioni italiane sono state fatte male?

«Stiamo parlando di scelte fatte molti anni fa, in un quadro del tutto diverso. Col senno di poi possiamo dire che sono state troppe, anche rispetto ad altri Paesi europei. E forse troppo in fretta. Ma il passato non cambierà. Cambiamo il futuro, invece, e facciamolo da subito. Dare la colpa di Genova alle privatizzazioni è assurdo: colpevole è chi non ha sistemato quel maledetto ponte».

Il punto è che il Pd appare all’angolo. Come riparte?

«Non tocca a me definire la linea del Pd: c’è un altro segretario, ci sarà un congresso. Chiunque lo vincerà dovrà contare sul sostegno degli altri, senza avere mai più fuoco amico. Ma scommetto che si faranno sentire anche tanti cittadini fuori dal Pd che non ne possono più di un governo di sfascisti con ministri della paura e della disinformazione. Da qui a Natale nasceranno in tutti i comuni comitati civici contro questo governo. E prima del previsto nell’angolo ci saranno Salvini e Di Maio, non noi».

Non teme che le riprese del suo docufilm, iniziate ieri, riaccendiamo il dibattito sul doppio ruolo di autore tv e senatore.

«Per i social sono colpevole di tutto: tra poco diranno anche che sono il vero mostro di Firenze. Non ho tolto una sola seduta al Parlamento per questo lavoro: ho rinunciato alle ferie. E per farlo è sufficiente il consenso di mia moglie e dei miei figli non importa quello di Instagram. Ho deciso di raccontare cosa sia Firenze perché qualcuno si emozioni. L’Italia ha fame di, cose belle, non di odio e di urla. In tempi di barbarie mediatica, la cultura e la bellezza servono anche alla politica».

Locantore: Insieme ce la possiamo fare, messaggio ai segretari di circolo

Locantore: Insieme ce la possiamo fare, messaggio ai segretari di circolo

Messaggio della segretaria provinciale del Pd di Potenza, Maura Locantore ai segretari di circolo

Carissime e carissimi, buongiorno a tutti voi. Come avrete appreso dalla stampa locale e dall’ampio dibattito che si è sviluppato sui social la scorsa settima si è conclusa con una buona notizia: abbiamo, dopo la modifica dello Statuto della Regione Basilicata, una nuova legge elettorale. Andando oltre ogni questione amministrativa, oltre ogni analisi sul suo iter, oltre ogni giudizio pro o contro quell’emendamento, articolo, comma, credo che il nostro partito, il nostro Partito democratico, grazie al lavoro paziente di mediazione e allo spirito costruttivo che ha guidato le azioni del nostro segretario regionale Mario Polese, abbia segnato una data importante nella stagione di riforme a cui abbiamo dato inizio e che continueremo a vivere.

Polese: nuova legge elettorale per una Basilicata più equa e moderna

Polese: nuova legge elettorale per una Basilicata più equa e moderna

Nuova legge elettorale strumento di democrazia che garantisce una Basilicata più moderna ed equa

C’erano molti che aspettavano al varco il Partito democratico alla prova della legge elettorale credendo che sarebbe stata, ancora una volta, un motivo di spaccatura. Spaccature però,  che nei momenti topici questo partito ha dimostrato di saper sempre ricucire. E’ per questo che voglio ringraziare il capogruppo Vito Giuzio e tutti i consiglieri. Quelli del Pd da Lacorazza, che ha promosso la legge a  Braia, Castelgrande, Cifarelli, Robortella, Santarsiero, Spada e Soranno.

Legge elettorale, Santarsiero: Una legislatura costituente

Legge elettorale, Santarsiero: Una legislatura costituente

Per il presidente del Consiglio "l’approvazione è il completamento naturale di un percorso di cambiamento e innovazione del nostro impalcato istituzionale che aveva avuto un primo momento significativo con l' approvazione del nuovo Statuto regionale”

ACR “L’approvazione della legge elettorale rappresenta il completamento naturale di un percorso di cambiamento e innovazione del nostro impalcato istituzionale che aveva avuto un primo momento significativo nella approvazione del nuovo Statuto regionale”.Così il presidente del Consiglio regionale Vito Santarsiero commenta l’approvazione della proposta di legge sul “Sistema di elezione del presidente della Giunta e dei consiglieri regionali”.

Braia: Abolito listino e introdotta doppia preferenza di genere

Braia: Abolito listino e introdotta doppia preferenza di genere

Stop ai nominati e finalmente attivati strumenti per agevolare l’ingresso delle donne in consiglio. Ampliamento della partecipazione democratica. Cambiamento in atto.

BAS Ecco i pilastri della nuova legge elettorale che fanno diventare questa legislatura costituente. Nel momento più difficile, il partito democratico e la maggioranza si compattano e con coraggio e determinazione lanciano la sfida del cambiamento reale.Inizia una nuova fase per la nostra Basilicata, che finalmente si rimette in sintonia con la società italiana e lucana che chiede sempre più efficienza, più partecipazione diretta, più sobrietà, più modernità.
Lo comunica l’Assessore alle Politiche agricole e forestali, Luca Braia.

Piano periferie, Robortella: al via la svendita della Basilicata

Piano periferie, Robortella: al via la svendita della Basilicata

Per il consigliere regionale del Partito democratico è partito ufficialmente il progetto leghista per distruggere il Mezzogiorno, con il benestare dei vertici del Movimento cinque stelle

“Con un emendamento nascosto nel decreto Milleproroghe agostano, il governo targato Lega e Cinque stelle ha sottratto oltre trenta milioni di euro per progetti di riqualificazione dei Comuni di Potenza e Matera, congelando queste somme fino al 2020 in attesa di verificare, al momento opportuno, se acconsentire, con il benestare del nuovo governo, alla realizzazione di progetti già in fase operativa”. 

Cantore: Le vaccinazioni sono un paracadute per la sicurezza dei bambini

Cantore: Le vaccinazioni sono un paracadute per la sicurezza dei bambini

"Vaccini, il diritto alla salute dei bambini non si rinvia".

E' notizia di questi giorni lo scandaloso rinvio di un anno dell'obbligo di esibizione della documentazione relativa alle avvenute vaccinazioni per l'ingresso all'asilo, con il conseguente annullamento degli sforzi compiuti dai governi precedenti per tutelare la salute dei nostri figli. Questo implica che bambini non sottoposti alle vaccinazioni fondamentali potranno frequentare liberamente le classi con bambini vaccinati, già dal mese di settembre p.v.

POLESE: Continuano gli scippi del Governo Salvini – Di Maio alla Basilicata, Non sono invenzioni del Partito democratico

POLESE: Continuano gli scippi del Governo Salvini – Di Maio alla Basilicata, Non sono invenzioni del Partito democratico

“La verità è che il Governo nazionale a trazione Lega e 5 Stelle in meno di una settimana ha messo in atto un’azione estremamente penalizzante per i lucani con un taglio di fondi che erano già destinati alla Basilicata pari a oltre 36 milioni. Il resto sono solo difese di ufficio e reazioni scomposte”. Lo dichiara il segretario regionale del Partito democratico della Basilicata, Mario Polese che prosegue

Muscaridola: tagliate al Sud importanti risorse

Muscaridola: tagliate al Sud importanti risorse

BAS “Sapevamo che questo Governo a trazione leghista sarebbe stato un disastro per il Sud, ma quello che sta accadendo supera le nostre più pessimistiche previsioni. Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica ovvero la realizzazione e la manutenzione delle case popolari, la Basilicata è stata scippata di 13 milioni di euro e la provincia di Matera di circa 5 milioni in quanto il Ministero delle Infrastrutture guidato dal pentastellato nonché rappresentante della Lombardia Toninelli ha azzerato l’intesa Stato-Regioni sulla ripartizione dei fondi destinati all’ERP.

POLESE: Il Governo giallo verde scippa a Potenza e Matera oltre 30 mln di euro

POLESE: Il Governo giallo verde scippa a Potenza e Matera oltre 30 mln di euro

“Il governo giallo verde ha appena scippato i Comuni lucani, e cioè Potenza e Matera, di oltre 30 milioni degli oltre 2 miliardi di euro previsti per le città italiane”. Lo dichiara il segretario regionale del Partito democratico della Basilicata. Mario Polese che spiega: “Con un vero e proprio colpo di mano il Governo nazionale del premier Conte e dei vice Salvini e Di Maio ha deciso di gettare la maschera finalmente e mostrare la sua vera natura.

Braia: fragolicoltura, obiettivo raggiunto

Braia: fragolicoltura, obiettivo raggiunto

BAS “La nostra fragolicoltura, e l’economia regionale ad essa connessa, può tirare un sospiro di sollievo. Sciolto il nodo burocratico per il principio attivo necessario alla produzione di fragole di qualità, autorizzata deroga a 120 giorni dal Ministero della Sanità. Firmato oggi il decreto.”
Lo comunica l’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia.

Martina: Contro il caporalato lavoriamo insieme su interventi concreti

Martina: Contro il caporalato lavoriamo insieme su interventi concreti

Intervista a Maurizio Martina di Vincenzo Spagnolo – Avvenire

Il caporalato va sradicato, perché va garantita la dignità dei lavoratori. E se davvero il governo è in grado di mettere in campo ulteriori interventi contro il caporalato, li sosterremo senza se e senza ma. Ma a patto che siano azioni concrete, non slogan…».

Il segretario del Pd Maurizio Martina è in treno, diretto a Bologna. Al telefono la sua voce va e viene, fra una galleria e l’altra. Proviene da Foggia, dove ha incontrato le organizzazioni dei lavoratori: «Sono stato in ospedale a trovare uno dei sopravvissuti al primo incidente. In tutto, sono 16 le vite di braccianti stranieri spezzate in questi giorni in quel territorio, una vera tragedia».

Da ministro dell’Agricoltura nel governo Renzi, lei volle fortemente l’attuale legge anti caporalato.

«La legge 199 del 2016 contro il caporalato è una buona legge. Non va cambiata, va applicata».

Ma, a giugno, il ministro dell’Interno Salvini ha detto che quella normativa «invece di semplificare, complica». Critiche ingiustificate?

«Mi auguro che, tanto più dopo la tragedia di Foggia, si riconosca che quella legge è stata un punto di svolta. Ha consentito un aumento dei controlli e una capacità di repressione che oggi viene riconosciuta da tutti: magistrati, forze dell’ordine e associazioni. Sono aumentati i casi denunciati, gli arresti, le confische e, di converso, anche le regolarizzazioni delle aziende pizzicate in situazioni irregolari. Non lo dico io, ma dati ufficiali».

Quali?

«Quelli dell’Ispettorato nazionale del lavoro. L’ultimo rapporto, del 2017, riferisce ad esempio di 360 provvedimenti di sospensione di attività imprenditoriali, di cui 312 poi revocati per la regolarizzazione delle imprese. Sul fronte della manodopera, le ispezioni hanno permesso di individuare 5.222 lavoratori irregolari (di 3.549 in nero). E l’attività di polizia giudiziaria ha permesso di riconoscere, fra i braccianti, 387 vittime di sfruttamento in agricoltura».

Può essere utile aumentare gli ispettori, come promette il ministro del Lavoro Di Maio?

«Sì. Ma ricordo che il nostro governo aveva già varato l’assunzione di altri 150 ispettori in più. Ora, se l’attuale esecutivo intende passare dalle parole ai fatti, aggiungendo risorse per aumentare ancora l’organico, noi sosterremo l’intervento. Ma spero proprio che non provino a rivendersi scelte già fatte da altri, parlando degli stessi ispettori “assunti” da noi… ».

Oltre agli ispettori, cosa si può fare?

«Gli strumenti per la repressione ci sono, ma quelli per la prevenzione andrebbero rafforzati subito, senza perdere tempo in polemiche sterili».

In quale modo?

«Avevamo impostato un lavoro, ma bisogna accelerarlo. Le questioni fondamentali sono due: alloggi e trasporti. Nel primo caso, mi riferisco ad alloggi legali per i braccianti stagionali, che consentano di superare la realtà dei ghetti e delle baraccopoli. Riguardo ai trasporti, occorre una gestione che faccia uscire dall’illegalità il sistema di spostamento dei braccianti dai luoghi di riposo a quelli di lavoro. Come governo, avevamo avviato un lavoro con gli enti locali su reti di trasporto sicure. A Foggia, ad esempio, si potrebbe rafforzare il tavolo al quale lavora un prefetto, Iolanda Rolli, nominata nel 2017 commissario di governo per il contrasto al caporalato nella zona di Manfredonia».

I «ghetti» dei braccianti non piacciono neppure al ministro Salvini, che promette di «svuotarli progressivamente». Cosa ne pensa?

«Intanto continuo a trovare incomprensibile, a due anni di distanza, il fatto che solo la Lega, in quel Parlamento, non abbia votato la legge anti caporalato. Ciò detto, ascoltando le dichiarazioni del ministro dell’Interno in conferenza stampa a Foggia, non mi pare di aver sentito alcuna proposta operativa, concreta. Peccato».

Cervellino su legge elettorale regionale

Cervellino su legge elettorale regionale

Il Consiglio Regionale della Basilicata discute di legge elettorale. In questi casi, qualsiasi cosa faccia la maggioranza di governo ha sempre una chiave di lettura controversa: se prova a cambiare le regole del gioco, sarà accusata da qualcuno di voler confezionare una legge elettorale ad hoc per garantirsi la vittoria; se mantiene le regole esistenti, a qualcun altro potrebbe venire in mente che vuole mantenere lo ‘status quo’: tipo il listino, visto come un privilegio. Privilegio, però, di cui potrebbero godere tutti in astratto ma pare sempre a favore solo di una parte. Paradossi contemporanei”.

Vaccini: il diritto alla salute dei bambini non si rinvia

Vaccini: il diritto alla salute dei bambini non si rinvia

 

Perché è importante?
La scienza e la medicina indicano con chiarezza la direzione di marcia da seguire, al di là delle posizioni politiche di parte, per garantire sempre meglio la difesa della salute di tutti i nostri bambini, anche di quelli immunodepressi che non possono vaccinarsi, e sconfiggere malattie gravi e mortali. I risultati della Legge varata dal governo Gentiloni già si vedono e sono di segno positivo.

Aderiamo in pieno all’appello “Io Vaccino” delle mamme dei bambini trapiantati e quindi, in conseguenza dei farmaci post-trapianto, immunosoppressi.

Sono loro, i più deboli, ad avere bisogno di una copertura vaccinale piena ed estesa. Condividiamo la seria preoccupazione dell’Ordine dei medici il cui presidente ha affermato: “l’emendamento approvato non risponde all’evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni. Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza”.

È inaccettabile che oggi chi governa lasci spazio alla disinformazione antiscientifica giocando con la salute dei cittadini e dei bambini in particolare. È inaccettabile l’approssimazione con cui si giustificano scelte pericolose per la salute di tutti.

Non si combatte la scienza, si combattono le malattie. Il diritto alla salute dei bambini non si rinvia. Deputati e senatori, vi chiediamo di non dividervi su un tema come questo e, qualunque sia il vostro orientamento politico, di tutelare la salute dei nostri figli.

Firma la petizione #iononrinvio

Festa dell'Unità ad Oppido lucano

Festa dell'Unità ad Oppido lucano

Il giorno 8, 9 e 10 agosto Oppido lucano sarà protagonista della 64° edizione della festa dell'Unità, questo il programma:

Delrio: Valutare le grandi opere solo con la matematica vuol dire non guardare al futuro

Delrio: Valutare le grandi opere solo con la matematica vuol dire non guardare al futuro

Intervista a Graziano Delrio di Massimo Minella – La Repubblica

«Non si può ragionare soltanto con la matematica, bisogna tener conto del beneficio economico e sociale. Se tutto si riduce ai numeri per valutare il destino delle grandi opere allora è la fine».

Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera ed ex ministro dei Trasporti, non riesce nemmeno ad arrabbiarsi, dice, di fronte all’impostazione che il suo successore, Danilo Toninelli, e il vice premier Luigi Di Maio scelgono sulle infrastrutture: riesame complessivo, valutazione di costi e benefici e verdetto finale di prosecuzione o bocciatura. In lui sembra quasi prevalere lo sconforto.

«Ma come si fa a ragionare così, che senso ha? si chiede il parlamentare Dem. In questo modo non si farà mai niente, perché è in prospettiva che si deve guardare, non al presente. Seguendo questa logica, Cavour non avrebbe mai fatto il traforo ferroviario del Frejus, visto che non c’era altro».

Dalla Tav al Terzo Valico, fino alla Gronda autostradale, tutto torna sotto esame. E il verdetto non arriverà prima della fine dell’anno, nella migliore delle ipotesi.

Ma voi non l’avevate già fatta la valutazione sui costi e i benefici, onorevole Delrio?

«Già fatta? Il nostro lavoro è durato anni, abbiamo iniziato nel 2014 e consegnato un project review molto accurato da ogni punto di vista, ambientale prima di ogni altra cosa, poi sostenibile dal punto di vista economico. E abbiamo raggiunto risultati notevoli, validati dall’Unione Europea. E mi creda la commissaria Vestager è stata una superguardiana».

Costi tagliati per far pendere la bilancia dalla parte dei benefici?

«Non ho mai ragionato sul semplice rapporto fra costi e benefici, è una visione sbagliata, miope. Ma trovare il modo di contenere i costi era una nostra esigenza. Il tunnel della Torino-Lione, dopo la revisione, è sceso da 4 a 1,9 miliardi. La gronda autostradale di Genova, che ne costa quasi 5, verrà ripagata con un allungamento di quattro anni della concessione e un lieve innalzamento delle tariffe, senza incidere sulla spesa pubblica».

Come dovrebbe comportarsi il governo secondo lei?

«Innanzitutto non dovrebbe assolutamente abbandonare il lavoro fatto da noi che ci siamo affidati a un gruppo molto qualificato di esperti. Ne tenga conto, lo utilizzi e poi ne tragga le conseguenze. Ma mi creda, solo pensare di arrivare a sospendere la Torino-Lione o fermare la gronda, che può aprire a fine anno con i cantieri, o il terzo valico ferroviario, che è già interamente finanziato, sarebbe drammatico».

In che senso?

«Sarebbe come ributtare l’Italia indietro nel tempo, isolarla, emarginarla, quando invece ha finalmente la possibilità di tornare protagonista. La partita che si sta giocando in campo internazionale oggi passa dalla logistica. Solo chi sa governare al meglio il movimento delle merci e delle persone può vincere questa sfida. Noi abbiamo tutte le carte in regola per connettere attraverso le infrastrutture la rete dei trasporti. Se rinunciamo perché valutiamo che oggi i costi sono superiori ai benefici è la fine. Bisogna avere invece la forza di valutare queste opere guardando avanti, a quello che potranno restituire in termini di economia e di lavoro alla gente».

 

Margiotta su lega e 5stelle: L'unico obiettivo che hanno in comune è far fallire l'Italia

Margiotta su lega e 5stelle: L'unico obiettivo che hanno in comune è far fallire l'Italia

BAS "Sulle grandi opere, nonostante le rassicurazioni di Di Maio, il governo della propaganda potrebbe arrivare al capolinea a meno che lo sfrenato poltronismo non continui ad essere il potente collante che li tiene uniti. Certo, bisognerà capire quale elettorato sarà sacrificato: quello movimentista del M5S che si ispira a Di Battista o quello produttivo del Nord che guarda a Luca Zaia?"

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