Intervista a Marco Minniti di Eugenio Scalfari – La Repubblica

Ho incontrato ieri il ministro dell’Interno Marco Minniti. Ci vediamo spesso e quasi sempre è luí che viene a casa mia per una chiacchierata su tutto quello che accade intorno a noi. Questa volta però sono andato io al Viminale. Gli ho domandato che cosa era avvenuto a Piacenza. «Il caso di Piacenza è stato grave. Qualcuno ha attaccato lo sparuto drappello di carabinieri che controllava la piazza. A quel punto ho mobilitato immediatamente un nucleo più numeroso di forza pubblica che è intervenuto per sciogliere la protesta. Ti dico tuttavia che sono molto contrario a sciogliere di forza le manifestazioni. Alcune volte noi dobbiamo tutelare le manifestazioni, anche contrarie alla politica del governo del quale faccio parte. La mia tesi è che la democrazia, che è la grande istituzione in tutto il mondo libero, va difesa in tutti i modi ma mai con la violenza».

Con la storia dei rimborsi il M5S si autoproclama campione di farse

“Le bugie hanno le gambe corte, e con questa storia dei rimborsi, il M5S si autoproclama campione di farse. Pensavano di farla franca, di continuare a vestire i panni dei moralizzatori, dei primatisti dell’onestà e invece si sono dimostrati dei bugiardi senza vergogna.

Prima di fare la morale agli altri, Di Maio & Co dovrebbe prima guardare in casa propria viste le quotidiane beghe e la smetta di difendere l’indifendibile”, ha dichiarato Ernesto Carbone, parlamentare del PD, in merito a quanto sta emergendo dall’inchiesta delle Jene sui rimborsi del movimento.

 Anche la  parlamentare del PD Simona Malpezzi ha commentato: “Di Maio la smetta di fare il duro e puro, non può più permetterselo. La smetta di fare la morale agli altri. Di Maio non incanta più, il M5S non incanta più e mostra tutta la sua opacità. Di fatto hanno ingannato i cittadini con questa storia dei rimborsi.

 
I paladini dell’onestà e della trasparenza hanno gettato la maschera

I paladini dell’onestà e della trasparenza hanno gettato la maschera dimostrando di essere dei veri bugiardi, oltre che dei veri furboni. Di Maio la finisca con questa pagliacciata dell’onestà, non ci crede più nessuno. Il M5S ha tradito la fiducia degli elettori. Dopo rimborsopoli, ricordiamo anche i fallimenti di Roma, Torino e Livorno, giusto per ribadire ancora una volta tutta l’inadeguatezza del M5S”, ha concluso Malpezzi.

 
Rimborsopoli arriva a lambire esponenti di spicco del Movimento

“Dopo Emanuele Dessì che balla con gli Spada e Catello Vitiello, candidato massone a Cinque stelle in Campania, ora rimborsopoli arriva a lambire esponenti di spicco del Movimento come Barbara Lezzi e Maurizio Bucarelli.

Che fine ha fatto il detto che uno vale uno, se qualcuno vale più degli altri? Per il M5s non è un problema essere massoni? E che dire di questa farsa dei rimborsi? Opacità, scarsa trasparenza, regole da privilegiati solo per qualcuno: ecco il M5s di Di Maio”. Lo ha detto il senatore del PD Franco Mirabelli, candidato al Senato in Lombardia.

 
Avete trasformato il vostro partito in un taxi abusivo con cui portate in Parlamento scrocconi, incapaci e qualche massone

Ha concluso ironicamente David Ermini: “Caro Di Maio, avete trasformato il vostro partito in un taxi abusivo, con cui portate in Parlamento scrocconi, incapaci e qualche massone, tradendo in primis i vostri elettori. Non caccerete nessuno e lo sapete. I vari Dessì, Martelli, Cecconi e massoni vari se non entreranno in parlamento sarà solo perché non verranno votati dagli elettori e non certo grazie ai vostri farseschi proclami”.

Lo Stato e quel che accaduto a Macerata, oggi e nei giorni scorsi. Il compito delle istituzioni è anche quello di far sentire la propria forte e solida presenza in momenti difficili per il paese, quando i più elementari valori di convivenza sembrano essere calpestati e l’odio sembra prevalere. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha convocato una conferenza stampa e, dopo aver ringraziato le forze dell’ordine per il loro intervento, ha espresso la vicinanza del governo a una comunità che era stata già colpita con il barbaro delitto della diciottenne.

Una campagna elettorale senza odio, vissuta con equilibrio, ma con la consapevolezza che in ballo c’è il destino del Paese. Matteo Renzi, dopo i saluti dell’europarlamentare Simona Bonafè e del sindaco di Firenze Dario Nardella, ha aperto la sua campagna elettorale al teatro Aurora di Scandicci, giocando con molta ironia su quella che è la campagna elettorale più pesante degli ultimi decenni.

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20 Febbraio 2018
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