Polese su Giornata della Memoria

“Ricordare non è una scelta ma un dovere morale. Tanto più forte in Italia, nazione che si macchiò della terribile onta delle leggi razziali fasciste e della conseguente persecuzione degli ebrei”. Così il segretario regionale del Partito democratico della Basilicata Mario Polese, nel ‘Giorno della Memoria’ a 74 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.

“Le forze sane del nostro Paese devono, in una giornata così simbolicamente importante, fare scudo contro tutte le derive e contro l’ignoranza. Ricordare e alimentare la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia del nostro Paese e dell’Europa, è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per non consentire che l’umanità venga di nuovo condotta in un baratro così oscuro”, prosegue Polese che poi facendo proprie le considerazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aggiunge: “Non si può abbassare la guardia perché quel virus micidiale che condusse milioni di persone ad un odio cieco e irrazionale non è stato sconfitto definitivamente. Sono troppi i segnali di risveglio di quella vera e propria follia omicida. E’ innegabile infatti che l’escalation di razzismo e di odio del diverso a cui assistiamo quotidianamente nel nostro Paese, dove le forse sovraniste e populiste alimentano il proprio consenso sulla paura, non può e non deve essere minimamente sottovalutata”.

Il segretario regionale del Pd sottolinea: “Non possiamo cambiare la storia e cancellare quegli orrori ma abbiamo il dovere di assicurarci che le nostre generazioni non rivivano più tali scempi contro l’umanità. Per questo la memoria è il filo che deve legare le generazioni, tracciando un percorso nella coscienza collettiva, perché ognuno impari a combattere l'indifferenza, a ripudiare ogni forma di integralismo e di estremismo”. Polese conclude ricordando Primo Levi: “Nell'odio non vi è nulla di razionale, ma se comprenderlo è impossibile, conoscerlo è necessario, poiché ciò che è successo può ricominciare”.