Polese su strategia della distrazione e delle bugie del M5s

“Non si smentiscono mai: non conoscono le norme, improvvisano su tutto e creano diversivi per distrarre l’opinione pubblica dopo aver ingannato i lucani. Fanno colpi di teatro  cavalcando suggestioni invece di leggere le carte solo per evitare che si sveli il fatto che sono i più filo petrolieri degli ultimi 30 anni”.

Così il segretario regionale del Partito democratico della Basilicata, Mario Polese interviene sull’ indizione delle elezioni regionali con decreto da parte della vice presidente facente funzioni della Regione Basilicata, l’assessore Flavia Franconi e le successive polemiche con manifestazione di protesta davanti al palazzo della Regione del Movimento 5 stelle.

“Bene farebbero i grillini lucani - sottolinea Polese - prima ad approfondire il funzionamento dell’amministrazione regionale. Eviterebbero ‘magre’ figure come quella rimediata dal candidato presidente Mattia che parlava di 8 assessori”. “Ma non è solo non conoscenza. Nel caso delle manifestazioni di oggi e della minaccia di denunce lanciate da Mattia c’è anche il chiaro intento di alzare polveroni polemici mediatici per sviare l’attenzione dalla difficoltà oggettive che hanno a spiegare le incoerenze e le falsità di cui il Movimento 5 stelle in Basilicata e a Roma è portatore. Si preferisce ignorare le norme e ritrovarsi come 4 amici al bar a parlare di tutto e del nulla invece di spiegare ai loro elettori perché nel giro di pochi mesi sono passati da essere ‘No triv’ ad ‘amici dei petrolieri’”, aggiunge il segretario del Pd lucano che continua: “La verità è che ogni giorno Di Maio e i suoi colleghi perdono consenso mentre stanno portando il Paese nel baratro. E’ di poche ore fa la bocciatura da parte dell’Europa della Legge di bilancio. Uno schiaffo che porterà l’Italia, i risparmiatori e tutto il sistema economico nazionale a schiantarsi. In Basilicata invece dopo aver lanciato slogan per anni, ora stanno gettando la maschera come sul petrolio dove la deputata grillina Mirella Liuzzi addirittura esulta per un emendamento, da lei presentato, che prevede mezzo miliardo in più per lo Stato dalla revisione dei canoni del petrolio: soldi che di certo non andranno alla Basilicata. Alla faccia di chi ha sempre urlato ‘chiudete i pozzi’, ‘basta trivelle’ ‘più soldi ai lucani’. Un emendamento evidentemente che va nella direzione contraria alla tutela della Basilicata e che di certo esclude nella maniera più categorica lo stop al petrolio. Anzi mi pare evidente che in ragione del ‘Dio denaro’ i grillini sarebbero pronti a tutto a differenza di chi, come il nostro governo regionale, i pozzi li ha chiusi davvero sfidando le multinazionali del greggio”.

 

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