Bando ITS. Lacorazza: meglio tardi che mai.

Siamo l’unica Regione a non avere ITS.

Dopo sollecitazioni, interrogazioni e mozioni,  l’approvazione del bando, che arriva a fine legislatura, è comunque un passo avanti e i settori scelti rappresentano senza dubbio traiettorie formative importanti per il nostro territorio.

Sarà necessario andare nel merito del bando per comprendere il contesto e la visione nel quale la istituzioni dell’ITS saranno inserite.

Ci sono alcuni pilastri fondamentali che manifestano qualche fragilità e sui quali è necessario intervenire: il piano di dimensionamento scolastico e l’aggancio del nostro territorio alle opportunità di Industria 4.0.

Il piano di dimensionamento scolastico definisce un architrave indispensabile per l’assetto della filiera formativa e le non scelte dello scorso anno corrono il rischio, in assenza di una vera strategia, di trascinare problemi per molti anni, considerando che siamo alla vigilia di scadenze elettorali importanti.

L’altro pilastro è l’aggancio al programma Industria 4.0 e alla filiere da intercettare nella relazione tra assetti produttivi e ricerca, imprese e formazione.

Alcuni esempi concreti prova ad avanzarli.

Nella Regione dell’estrazione del petrolio scegliere l’ITS sulle energie alternative e sull’efficienza energetica significa non solo rafforzare traiettorie della ricerca e della produzione in campo nazionale ed internazionale ma anche favorire un grande piano di investimenti nel campo della riconversione del patrimonio edilizio pubblico e privato.

Inoltre sarebbe necessario affrontare il tema FCA a Melfi, aprire un confronto il Ministero e capire quali sono le scelte che si preparano per i prossimi anni con il nuovo piano industriale per evitare che la scelta sconti contraddizioni e prospettive non positive per il nostro territorio.

 

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