Continuità assistenziale, Lacorazza: una proposta per chiudere l’accordo.

Sebbene sia consapevole che la materia è oggetto di contrattazione decentrata, ho depositato questa mattina una proposta di legge sulla continuità assistenziale in Basilicata per riconoscere la condizioni di disagio nelle quali i medici operano per garantire il diritto alla salute.

Spero che questa mia proposta possa essere non solo utile ma anche da stimolo per arrivare a chiudere un accordo entro la fine dell’anno e riarticolare le voci del contratto decentrato evitando una prolungata sospensione di alcune indennità.

La proposta di legge tende a stabilire, o meglio a ribadire, un principio che costituisce anche un cardine delle scelte di programmazione ideate dal già Ministro Fabrizio Barca per le cosiddette “aree interne”: la relazione tra prossimità della prestazione, diritto allo e salute e “periferie” territoriali e sociali.

In questo contesto si proceda quindi rapidamente alla chiusura di un accordo stralcio che tenga comunque presente delle prestazioni da erogare in età pediatrica senza generare squilibri eccessivi derivanti dalle oggettive condizioni demografiche e dal ragionevole potenziamento delle comunicazioni virtuali che determinano un ulteriore disagio di “organizzazione e di processo” per i medici di continuità assistenziale.

Sono alcune proposte che hanno lo scopo di stimolare un accordo nel breve tempo possibile.

Mancano poche settimane alla scadenza del termine, non perentorio, per l’approvazione del Piano Sanitario, sulla cui proposta della Giunta mi sono già espresso, e, quindi, sarebbe utile discutere per costituire i presupposti di una riflessione vera anche alla luce di alcuni effetti negativi generato dalla legge di riordino approvata ad inizio 2017.

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